Inaugurata la mostra che racconta i cento anni del settimanale diocesano Vita Trentina

È stata inaugurata al Polo culturale diocesano Vigilianum di Trento la mostra dedicata ai cento anni del settimanale diocesano Vita Trentina, ripercorsi attraverso immagini d’epoca, oggetti storici e materiali editoriali. L’esposizione, dal titolo “Un secolo di caratteri… e di carattere” sarà visitabile da oggi, lunedì 13 aprile, con orario 9-12.30 e 14-17.30. 

“UNA GIORNATA CHE APRE LE CELEBRAZIONI PER IL CENTENARIO DI VITA TRENTINA”

“Questa giornata apre di fatto le celebrazioni del nostro centenario”, ha commentato l’amministratore delegato di Vita Trentina Marcello Predelli. “Vita Trentina nasce nel dicembre del 1926 dopo la chiusura del Nuovo Trentino, che era il quotidiano diretto da un certo Alcide De Gasperi. Nasce quindi in chiara continuità con la volontà di opposizione al regime della testata chiusa dalle squadracce fasciste. In questi anni ha accompagnato la storia trentina settimana dopo settimana con l’impegno delle origini. E oggi siamo qui per inaugurare la mostra che racconta questi cento anni con alcune istantanee, che non vogliono essere esaustive, ma che speriamo siano evocative del secolo che Vita Trentina ha raccontato”.

Predelli ha annunciato anche che ViTrenD “lancerà a luglio un volume che andrà molto più nel dettaglio nella storia del Trentino del secolo scorso, vista proprio da Vita Trentina. Sarà curato dallo storico e politologo Paolo Pombeni“. Al lavoro hanno collaborato anche i giovani ricercatori Thomas Inama e Francesca Sandri. 

Oltre alla mostra, è stato presentato anche il convegno Fisc, che si svolgerà tra giovedì 16 e sabato 18 aprile, e il cui tema è “Pianeta in prima pagina, cronisti del clima”. A dieci anni dalla pubblicazione dell’Enciclica Laudato Si’, ha ricordato l’amministratore delegato di Vita Trentina, “le azioni contro il cambiamento climatico, anche nel racconto mediatico, sembrano aver subìto una battuta di arresto”. Per contro, “la china non è stata risalita. C’è ancora molto da fare per sensibilizzare e raccontare l’impegno di scienziati, attori economici, attivisti e semplici cittadini, convinti che quest’astronave, come l’ha efficacemente definita l’astronauta di Artemis 2 Victor Glover, appartenga a tutta l’umanità: quella presente e quella futura. Questo impegno intergenerazionale è una sfida molto coinvolgente per i media. E la dichiariamo aperta”.

Della tre giorni della Fisc, c’è anche un evento aperto al pubblico, come è stato ricordato: si tratta dello spettacolo teatrale Mezzo trilione di elefanti realizzato da Guido Laino con Il Funambolo di Trento. Sono stati inoltre anticipati alcuni ospiti dell’evento che a novembre (dal 12 al 15) festeggerà il centenario: don Luigi Ciotti, monsignor Ivan Maffeis, la giornalista di Will Media Silvia Boccardi, la band degli Eugenio in via di Gioia, l’editore Giuseppe Laterza e Gregorio Vivaldelli.

“CON LA MOSTRA VOGLIAMO ARRIVARE IN OGNI VALLE DEL TRENTINO”

Ha preso la parola anche il direttore di Vita Trentina Diego Andreatta, che ha salutato gli ex giornalisti del settimanale presenti alla conferenza stampa. “Dietro a questi pannelli – ha ricordato Andreatta – c’è la vita di tante persone che qui hanno messo a frutto la loro vocazione, il loro servizio ecclesiale, la loro maturazione professionale: da Vita Trentina sono usciti tanti professionisti che poi sono arrivati in posti apicali del giornalismo trentino. Una fucina che è passata però anche dalla gente comune, dai fiduciari che hanno raccolto gli abbonamenti di anno in anno, andando di porta in porta”. L’esposizione, ha aggiunto il direttore di Vita Trentina, racconta anche “l’evoluzione della professione giornalistica: passiamo dai caratteri a piombo alle nuove grafiche, dai siti web all’evoluzione social… Siamo la testata più longeva. La nostra tradizione di per sé risale ancora al 1866, quando ci fu La voce cattolica, la prima testata periodica ecclesiale. L’impegno è quello di essere fedeli a questo carattere, a questa storia in cui siamo soltanto gli ultimi arrivati. Pensando anche che dovremo essere magari i primi di una nuova fase, che forse non sarà solo di carta, ma sarà di altri strumenti. E insieme a voi, davvero, vogliamo costruire questa nuova fase mantenendo una voce unica”.

Il direttore di Vita Trentina Diego Andreatta

La mostra, ha aggiunto Andreatta, girerà sul territorio.Vorremmo fare degli eventi in ogni valle, dove la comunità ecclesiale vive e dove c’è gente che ha bisogno anche di conoscere cos’è stata la storia di Vita Trentina”.

“IL VULNUS NON E’ NELLA CONOSCENZA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO, E’ NELL’ATTIVAZIONE”

Presente anche il direttore del MUSE Massimo Bernardi, partner scientifico del convegno della Fisc che si aprirà giovedì. “Il vero vulnus che abbiamo in questo momento – ha ricordato Bernardi – non è certo quello della conoscenza della crisi climatica, ma piuttosto quello della presa in carico. Il fatto che dopo cinquant’anni ne stiamo ancora parlando significa che questa conoscenza non è stata sufficiente ad attivarci per cercare una risposta. E la comunicazione scientifica non necessariamente è efficace, anzi: proprio questi cinquant’anni di gap ci dimostrano che siamo stati profondamente inefficaci nel farci comprendere, nel raccontare, nel generare narrazioni e soprattutto nel cogliere quegli aspetti che davvero muovono l’umanità, che sono la presa in cura e quell’empatia che abbiamo con i nostri simili, che facciamo fatica ad estendere al ciclo umano”.

“MEZZO SECOLO DI VITA TRENTINA ANCHE IN DIGITALE”

Sempre nell’ambito delle iniziative per il centenario, grazie al lavoro dell’Archivio diocesano sono ora consultabili online le prime cinquanta annate del settimanale nel portale “Patrimonio Digitale”, raggiungibile dal sito diocesano. “Nei primi mesi del 2026 il portale ha avuto più di 5mila accessi – ha spiegato la direttrice dell’Archivio diocesano Katia Pizzini -, e di questi il progetto Vita Trentina è davvero tra i primi, tra i più consultati. Questo ci ha fatto capire come ci sia interesse per la storia del nostro territorio raccontata attraverso le pagine, e quindi in questa fase di centenario abbiamo colmato il primo cinquantennio, aggiungendo oltre 8mila file che arrivano alla chiusura del 1976. I primi cinquant’anni saranno disponibili dalla fine della settimana sul nostro portale Patrimonio Digitale”.

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