A “Il lupo solitario”, di Adam Weymouth, il Premio ITAS del Libro di Montagna 2026

È “Il lupo solitario” di Adam Weymouth, edito da Iperborea, il vincitore assoluto del Premio ITAS del Libro di Montagna, decretato domenica 26 aprile durante la serata di premiazione organizzata al Teatro Sociale di Trento nel calendario delle iniziative del Trento Filmfestival.

“Il narratore Adam Weymouth e il lupo hanno in comune l’urgenza di coprire grandi distanze, come se soltanto muoversi nella natura potesse dischiudere il senso del mondo. Come viandante Weymouth ha all’attivo un cammino di ben 5000 chilometri da casa sua, in Inghilterra, fino a Istanbul, ma il viaggio che ci racconta con questo libro si è svolto proprio sulle orme di un lupo. Ripercorrere le orme di Slavc, il suo peregrinare ignaro di confini che lo porta in Lessinia, è per l’autore un’occasione per riflettere sul nostro rapporto con l’animale ma soprattutto con noi stessi, la nostra civiltà, il tempo che abitiamo e le sue derive. Questa occasione Weymouth l’ha sfruttata magnificamente, suonando tutta la tastiera delle scritture, dal lirismo dell’incontro fra Slavc e la lupa Giulietta, primo nucleo di una nuova famiglia, a riflessioni profonde su quanto la modernità ci toglie che riecheggiano Pasolini”, ha spiegato la giuria nelle motivazioni che hanno assegnato il Premio ITAS 2026 a “Il lupo solitario”.

È il 2011 e il lupo Slavc lascia le montagne slovene dove è nato. Nel corso di un gelido inverno arriva in Austria, poi in Italia e si stabilisce in Lessinia, nel veronese, dove mette su famiglia con un’altra lupa errante ribattezzata Giulietta. Prima che partisse, in Italia del Nord non si vedevano lupi da secoli. Oggi, da lui discendono interi branchi. Ma l’Europa non è la stessa che ha attraversato: fa sempre più caldo, c’è stata la Brexit. L’Unione difende i confini con il filo spinato e il populismo dilaga. In un continente cambiato, Adam Weymouth segue a piedi le orme di Slavc, provando a guardare il mondo con gli occhi del lupo, al passo con la natura.

L’evento, condotto da Maria Concetta Mattei, ha visto la partecipazione straordinaria del giornalista Paolo Mieli che ha offerto al numeroso pubblico presente, uno stimolante approfondimento legato al ruolo della cultura nella nostra società, anche alla luce dei recenti sviluppi internazionali. “L’appuntamento annuale con il nostro Premio letterario è ormai diventato una ricorrenza che offre la possibilità a chi vi partecipa di approfondire tematiche davvero importanti. Come ITAS siamo orgogliosi di organizzare questa iniziativa dal 1971, che ad ogni edizione non smette di stimolarci e interrogarci sulla direzione in cui la cultura, ma anche l’intera società, si sta muovendo”, ha detto Alberto Pacher, Presidente ITAS Mutua. Enrico Brizzi, presidente giuria Premio ITAS, ha aggiunto: “L’edizione 2026 del Premio ITAS si è annunciata straordinaria per qualità sin dai primi invii pervenuti ai giurati. L’impressione si è mantenuta tale man mano che affluivano i nuovi titoli iscritti al Premio, e le riunioni di giuria sono state ricche di argomentazioni appassionate a favore di questo o quel volume. Mai come quest’anno, al di là del vincitore assoluto Il lupo solitario e degli altri libri premiati, si apre un novero ulteriore di titoli degnissimi di figurare sugli scaffali consacrati alla montagna delle nostre librerie.”

Gli altri vincitori delle rispettive sezioni, sono:

No fall lines di Giorgio Daidola, Mulatero editore, per la sezione “Alpinismo e sport di montagna”

Alpenglow di Ben Tibbetts, Vividolomiti, per la sezione “Guide e mappe”

Il pendio bianco, di Manuel Riz, Diabolo edizioni, per la sezione “Libri per ragazzi”

Ghiacciai del Trentino, Cristian Ferrari – Alberto Carton (curatori), Cierre edizioni, per la sezione “Ricerca e ambiente”

Sette volte bosco di Caterina Manfrini, Neri Pozza Vincitore della “Menzione speciale Trentino”

Altre due menzioni speciali sono state assegnate a Le donne di Cortina 1956 di Antonella Stelitano e Adriana Balzarini (Minerva) e alla casa editrice Raethia.

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