Poste italiane: 25 dipendenti in presidio contro il part-time involontario

Si pensa alle Poste e si pensa ad un lavoro stabile, che ti permetta di vivere dignitosamente e in modo sicuro. Ma non è così: ci sono addetti, infatti, che a causa di part time involontari hanno stipendi che non superano i 700 euro al mese e che, dunque, fanno molta fatica a sostenere il costo della vita in Trentino. Una condizione denunciata giovedì 30 aprile da Cgil, Uil e Failp Cisal durante un presidio sotto la Provincia, in piazza Dante.

La questione riguarda 25 lavoratrici e lavoratori assunti a luglio del 2024 con contratti di lavoro part time. Sono occupati su turni, allo smistamento di Trento e Rovereto e lavorano tra l’1 di notte e le 16,50. La maggior parte di questi dipendenti arriva da fuori Trentino.

“La cosa che appare assurda è che a breve verranno assunte nuove risorse, mentre avrebbe avuto più senso migliorare le condizioni di chi già opera”, dicono le sigle sindacali che a dicembre dello scorso anno hanno proclamato lo stato di agitazione. “Abbiamo aperto un confronto con l’azienda che non ha portato a nessun passo avanti. Poste non concede la trasformazione a full time ai lavoratori nonostante stia assumendo nuovo personale per la rete corriere con contratti addirittura di 39 ore invece delle 36 contrattuali. Alla vigilia del Primo Maggio ci sembra opportuno sottolineare che un’azienda sana, con bilanci in utile, non garantisce a tutti i propri dipendenti condizioni di lavoro dignitose, in grado di assicurare, come prevede la nostra Costituzione, un’esistenza libera e dignitosa a sé e alla propria famiglia”.

Le sigle sindacali fanno appello anche alla Provincia perché si interessi di queste lavoratrici e lavoratori e solleciti Poste.

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