Per.un lavoro “umano e giusto’, i giovani aclisti e il Vescovo a Fornace nel Primo Maggio

E’ stata la voce del giovani del Circolo Acli di Fornace a rinnovare questa mattina l’impegno per un lavoro “umano, sostenibile e giusto”, in quanto “parte della nostra identità, della nostra libertà e del nostro futuro”. Al Pian del Gac, durante la festa del Primo Maggio celebrata con la presenza del vescovo Lauro Tisi e del presidente delle Acli trentine Walter Nicoletti, i giovani hanno scandito i principi della Costituzione, frutto delle storiche lotte del lavoratori a partire dal primo maggio 1886 negli Stati Uniti, che vedono nell’attivitá lavorativa il cardine per realizzare se stessi e concorrere al progresso della società, come disse Piero Calamandrei. A tutti va garantito un lavoro, l’accesso all’istruzione, una giusta retribuzione e una vita dignitosa, hanno ricordato i giovani del Circolo aclista guidato da Mauro Roccabruna, perchè altrimenti la nostra Repubblica non potrà dirsi fondata sul lavoro nè pienamente democratica.
Questa denuncia della precarietá del lavoro oggi è stata ripresa da mons. Lauro Tisi nella Messa concelebrata con il parroco di Fornace don Giorgio Broilo e animata dal coro parrocchiale. Dopo aver ribadito la dignitá biblica del lavoro come partecipazione all’azione di Dio, mons.Tisi ha colto nel brano della Genesi il riconoscimento del valore del riposo come occasione per contemplare la bellezza del lavoro. “Oggi spesso si lavora in condizione di sfruttamento o di rischio – ha detto l’Arcivescovo, citando i mille morti all’anno sul lavoro – a causa di un sistema economico dominato dalla finanza che abbruttisce l’economia e di un aumento degli armamenti che tolgono risorse ai bisogno dei più deboli”.
I rischi di un utilizzo delle nuove tecnologie contro il bene comune sono stati evidenziato nell’intervento del sindaco di Fornace Matteo Colombini. Walter Nicoletti, presidente delle Acli trentine, ha dapprima ringraziato il Vescovo per i suoi intervento a favore della pace e della convivenza, richiamando poi l’impegno delle Acli con misure di sostegno ai giovani affinché non crescano generazioni senza diritti, senza speranza per la pensione”. A proposito di lavoro “povero”, Nicoletti ha detto che in Italia – secondo un’analisi dei patronati Acli – un lavoratore su cinque percepisce un reddito che non gli consente di arrivare a fine mese, costringendolo a cercarsi altre forme integrative. E il 20 per cento dei lavoratori poveri sono giovani, ha osservato Nicoletti invocando la ricerca di “un’economia più giusta, più sostenibile e circolare, dove le nuove generazioni abbiano opportunitá analoghe a quelle dei genitori e dei nonni”. “Iniziamo dai giovani e dal lavoro – ha concluso il presidente aclista – per diventare veri operatori di pace e costruire un mondo migliore’. La celebrazione del Primo Maggio a Fornace rappresenta anche una delle ultime tappe della Visita pastorale in Valsugana, dove il Vescovo ha detto di aver incontrato nella associazioni una vivace presenza di volontariato, nelle oltre 900 case visitatw una realtà di welfare familiare attento verso gli anziani e alcune significative presenze produttive all’insegna della dignitá del lavoro. Questo paesi e queste frazioni – ha concluso Tisi – non sono per me sei nomi ma devo volti che ho conosciuto e che mi hanno dato una grande gioia”.

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