È stata inaugurata la Casa della Comunità di Trento nord. Si compie dunque un ulteriore passo nello sviluppo dei nuovi modelli di integrazione sociosanitaria, in linea con quanto previsto dal decreto ministeriale 77. Con la presentazione di lunedì 25 maggio sono dieci le Case della Comunità inaugurate, delle 14 previste in tutto Trentino. La Casa della Comunità di Trento nord si trova in via Unterveger 52 e nasce dalla completa ristrutturazione di un edificio acquisito dall’Azienda sanitaria.
La Casa della Comunità di Trento nord serve circa 75mila abitanti dei Comuni di Cavedine, Madruzzo, Vallelaghi, e della parte nord del Comune di Trento (circoscrizioni Argentario, Bondone, Centro storico-Piedicastello, Gardolo, Meano, Povo, Sardagna e Villazzano) all’interno del sistema integrato delle Case della Comunità di Trento nord e Trento sud. La nuova struttura si sviluppa su una superficie di circa 2.650 metri quadrati distribuiti su due piani. L’intervento complessivo, finanziato con fondi PNRR e della Provincia per un importo di 8,6 milioni di euro, rappresenta un importante investimento nella sanità territoriale e nell’innovazione sostenibile.
A dare i dettagli tecnici dell’intervento realizzato è stata la direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani: “La realizzazione della Casa della Comunità di Trento ha rappresentato un intervento complesso, pensato per trasformare un edificio esistente in una struttura moderna, accessibile e sostenibile, capace di rispondere ai nuovi bisogni della sanità territoriale. I lavori, durati poco meno di un anno e mezzo, hanno interessato una superficie di oltre 2.600 metri quadrati e hanno previsto la completa ristrutturazione dell’immobile, con un importante adeguamento antisismico attraverso nuove strutture portanti e sistemi di consolidamento dedicati. Grande attenzione è stata riservata anche all’efficientamento energetico, con la realizzazione di un impianto fotovoltaico e nuove soluzioni impiantistiche, in linea con gli obiettivi europei di sostenibilità. Un risultato reso possibile grazie al lavoro integrato del Dipartimento tecnico, dei progettisti e di tutte le professionalità coinvolte, che hanno collaborato per consegnare al territorio uno spazio funzionale, accogliente e pensato per i cittadini e per gli operatori”.