Si è aperta domenica 17 maggio a Santiago del Cile la settimana di incontri tra la comunità trentina locale e le istituzioni italiane in occasione del 75° anniversario dell’emigrazione trentina in Cile.
A farsi portavoce i consultori della Provincia autonoma di Trento Walter Kaswalder e Michele Malfer, nominati dal Consiglio provinciale, impegnati in Cile insieme all’assessore provinciale Mattia Gottardi.
Momento centrale della giornata il pranzo istituzionale organizzato allo Stadio Italiano, alla presenza dell’ambasciatrice d’Italia in Cile Valeria Biagiotti e della consultrice della Provincia autonoma di Trento per il Cile, Carla Andrea Dellapè Saavedra, che ha accompagnato la delegazione trentina nella prima fase del viaggio.
Nel corso degli incontri è stato sottolineato il valore del rapporto tra il Trentino e le comunità emigrate, custodito e rafforzato nel tempo attraverso relazioni istituzionali, culturali e familiari. La missione ha rappresentato anche l’occasione per condividere progettualità future e riflettere sul ruolo delle nuove generazioni nel mantenimento dell’identità trentina all’estero.
«In questi giorni abbiamo toccato con mano quanto sia ancora forte il senso di comunità dei trentini in Cile. A 75 anni dalle prime partenze, colpisce vedere come l’identità trentina continui a vivere nelle famiglie, nelle associazioni, nelle scuole italiane e nei rapporti costruiti nel tempo tra generazioni diverse», commenta il consigliere Michele Malfer.
Durante la permanenza a Santiago è stato inoltre presentato il documentario “Trentini in Cile – la voce delle giovani generazioni”, realizzato dalla Fondazione Museo Storico del Trentino e dedicato alle storie dei discendenti dell’emigrazione trentina in Sudamerica.
La delegazione si è poi spostata nel nord del Paese, tra Copiapó e La Serena, territori che rappresentano il cuore storico dell’emigrazione trentina in Cile. Fu proprio il 19 aprile 1951 che le prime venti famiglie trentine partirono verso il Sudamerica affrontando un viaggio di trenta giorni via mare, con la speranza di costruire una nuova vita nelle colonie agricole Cilene.
Un’esperienza inizialmente segnata da grandi difficoltà: la scarsa produttività delle terre, la lontananza dai mercati e le promesse non mantenute costrinsero molti emigrati a reinventarsi come trasportatori, minatori o artigiani. Nonostante questo, la comunità trentina riuscì progressivamente a integrarsi e a contribuire in maniera significativa allo sviluppo economico e sociale della regione di Coquimbo e delle aree del nord del Cile.
Oggi, nell’area di La Serena-Coquimbo, vivono circa duemila persone con passaporto italiano legate alle famiglie dell’emigrazione trentina.
Particolarmente significativa la tappa a Copiapó, nel deserto di Atacama, dove la delegazione è stata accolta presso la Scuola italiana “Giuseppe Verdi” da rappresentanti della comunità locale, insegnanti, studenti e dirigenti scolastici. Nel corso della giornata sono intervenuti, tra gli altri, il viceconsole onorario Paolo Albasini, il presidente del Circolo trentino di Copiapó Giovanni Depetris e il direttore della scuola Pierino Depetris Deflorian.
La missione si è conclusa a La Serena con la Conferenza dei consultori 2026 e con la partecipazione alla cerimonia ufficiale per il 75° anniversario dell’emigrazione trentina in Cile. Un appuntamento molto partecipato, organizzato dalla comunità trentina locale, che ha riunito rappresentanti provenienti anche da Santiago e Copiapó.
«Questi incontri», concludono Kaswalder e Malfer, «hanno un significato che va oltre la dimensione istituzionale. Rappresentano un ponte vivo tra il Trentino e i suoi figli nel mondo, costruito attraverso le storie delle famiglie emigrate, il lavoro delle associazioni e il senso di appartenenza che continua a tramandarsi di generazione in generazione».