Addio a Lanzingher, “uomo probo” della scienza

Michele Lanzingher nei giorni dell’allestimento del Muse nel 2013 (foto Gianni Zotta9

Per ricordare Michele Lanzingher, il “padre del Muse” morto a 69 anni dopo una lunga malattia, abbiamo scelto la foto della vigilia dell’inaugurazione del Museo delle Scienze di Trento nel luglio 2013: indaffarato nella corsa contro il tempo per allestire la serra dell’atteso museo, aveva accettato con la consueta cortesia di “posare” per una foto del nostro Gianni Zotta.
Negli occhi la passione del museologo per quella creatura tanto “pensata”, nelle mani dell’archeologo la cura per i dettagli di quell’allestimento, nel cuore i pensieri con cui raccontare la prospettiva internazionale in cui lanciare il nuovo Muse. “Non è un dono solo per i Trentini, ma per tutto il Paese, in quanto diventerà un riferimento per tanti altri Musei e centri di ricerca in Europa”, diceva Lanzingher. Quel desiderio ora si è realizzato e Lanzingher ne era giustamente soddisfatto, anche per aver formato e appassionato una squadra di collaboratori – a partire dal direttore Massimo Bernardi – che oggi danno solidità all’architettura scientifica del Museo.
Nel 2015 gli era stato assegnato in val d’Ambiez dall’associazione culturale “Ars Venandi” il significativo premio di “Uomo Probo”: può essere la definizione migliore per questo scienziato mai accademico, intellettuale di squisita cortesia, direttore capace di amicizia per tutti.
Fin da giovane direttore ha riservato un’attenzione speciale ai giovani ricercatori, individuando e valorizzando i talenti, aprendo strade e profili adatti alle persone di fiducia. Era capace di visioni ampie, anche ambiziose, consapevole che l’eccellenza in campo scientifico si può raggiungere anche partendo da centri di ricerca periferici. Ma la sua passione sconfinata emergeva in una chiacchiera al bar o dopo una conferenza stampa quando si metteva a svelare dettagli scientifici per far capire il funzionamento di quel pianeta del quale erano innamorato e di quelle leggi naturali che lo stupivano come un ragazzino al liceo.
Una delle sue ultime uscite del mese di aprile era stata dedicata al nostro settimanale, che seguiva fin agli anni della sua formazione alla scuola di Gino Tomasi: aveva partecipato al convegno dei giornalisti italiani della FISC sul cambiamento climatico e l’assemblea gli aveva tributato un applauso spontaneo quando il direttore Bernardi lo aveva citato. Un applauso che Vita Trentina rilancia a nome di tutta la comunità – anche per l’attenzione dedicata da Lanzingher alla ricerca spirituale e al dialogo fra i vari approcci etici e religiosi alle scienze, porgendo le condoglianze ai famigliari. Per chi passerà dal Muse sarà doveroso pensare al sorriso gentile dell’ideatore-fondatore , impegnato a sistemare le ultime piante esotiche sotto la serra.

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