Anche Vita Trentina, sul numero del 15 giugno 1961, diede conto della “notte dei fuochi” che sconvolse la provincia di Bolzano tra domenica 11 e lunedì 12 giugno. Furono delle “ore drammatiche di angoscia – si legge nella cronaca -, che sono state paragonate a quelle della notte dell’8 settembre 1943, per lo scoppio di ben trentaquattro cariche di dinamite in varie zone della provincia. Le esplosioni hanno avuto inizio all’1,10 e si sono susseguite a intervalli più o meno regolari fino circa alle ore tre”.
Le esplosioni provocarono anche una vittima. A perdere la vita, lo stradino 66enne Giovanni Postal, originario di Grumo di San Michele all’Adige, che rimase ucciso da un’esplosione avvenuta alle 9.45 di lunedì sulla strada nazionale, a circa 200 metri a nord della linea di confine tra provincia di Trento e provincia di Bolzano, fra gli abitati di Cadino e di Salorno.
Le curie di Bressanone e di Trento condannarono gli attentati come “delitti gravi non soltanto di fronte al foro civile, ma anche dinanzi a Dio e alla coscienza”, rilevando che “il fatto che essi siano stati commessi proprio la domenica del Sacro Cuore di Gesù… vale a dimostrare il carattere vile e privo di ogni sentimento cristiano degli attentatori”.
“Comunque questi attentati criminali dicono a tutti quanto importi risolvere al più presto e definitivamente il problema altoatesino”, chiosava l’articolo di cronaca comparso sul numero di Vita Trentina del 15 giugno 1961.