Letto per voi
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Uno spaccato di “vita bambina”

E’ raro che i bambini di oggi abbiano la possibilità di giocare liberamente dando sfogo alla loro fantasia in un luogo non controllato, non “a norma”, non omologato. Fortunati, dunque, i bambini protagonisti di “La buca”...

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La copertina del libro di Emma AdBåge "La buca"

La copertina del libro di Emma AdBåge "La buca"

E’ raro che i bambini di oggi abbiano la possibilità di giocare liberamente dando sfogo alla loro fantasia in un luogo non controllato, non “a norma”, non omologato. Fortunati, dunque, i bambini protagonisti di “La buca” (Camelozampa) che, dietro alla palestra della loro scuola, hanno uno spazio libero, una buca, appunto, in cui inventare ogni tipo di gioco. Tra sassi, radici, sabbia e arbusti i piccoli giocano a mamma orsa, a capanna, a nascondersi, al negozio…

Gli unici a non apprezzare quel posto sono gli insegnanti, che, temendo che i ragazzini possano farsi male, cosa in realtà lì mai successa, li obbligano a giocare a pallone e sulle altalene nello spazio “protetto” del piazzale della scuola. La noia è assicurata!

I bambini, però, attratti dalla buca, cominciano a giocare sul suo bordo, senza entrarci e, quindi, senza disobbedire. Sul bordo della buca è altrettanto interessante giocare quanto dentro la buca: si possono scavare gallerie, fare gli equilibristi, far dondolare le gambe, inventare percorsi. Neanche il bordo della buca piace agli adulti e così, buca e bordo, durante il fine settimana spariscono sotto una piattaforma di cemento. La delusione dei bambini è grande, ma dura poco. Oltre il piazzale, infatti, dall’altra parte c’è un mucchio di ghiaia e sassi. Un posto perfetto per giocarci, più divertente della buca e del bordo messi insieme!

Grande la maestria della giovane autrice e illustratrice di questa storia nel rendere questo spaccato di “vita bambina” sia nel testo, sia nelle illustrazioni che lo arricchiscono di dettagli interessanti. E’ tutto una questione di punti di vista: quello della giovane narratrice, l’”io” sul frontespizio, uguale a quello dei suoi amichetti e quello degli adulti insegnanti. Dove gli uni vedono divertimento, gli altri vedono solo pericolo e, essendo i grandi, l’hanno vinta, almeno per un po’. In realtà, osservando bene nelle figure lo sguardo dei bambini, si vede che loro sanno andare oltre, trovare sempre nuovo sbocco per la loro voglia di libero divertimento, che diventa poi anche fonte di nuove esperienze. Impossibile mettere freno alla loro inventiva con limitazioni assurde e prive di fondo.

Questo libro illustrato appena portato in Italia da Camelozampa è un perfetto inno alla resilienza dei bambini e alla loro voglia di scoperta e di gioco in piena libertà senza limiti. Un libro che i bambini apprezzeranno proprio perché li rispecchia in pieno.

Uno spaccato di “vita bambina”
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