Covid-19

Parte “Quarantine Radio”, voce contro il virus, progetto di Opera Universitaria e Sanbaradio per raccontare la quarantena degli universitari

La notizia della morte, ieri all’ospedale di Cles nella sera del giorno dell’Annunciazione , di padre Giorgio Antonino Butterini – quarto cappuccino ucciso in pochi giorni dal coronavirus – ha fatto presto il giro della comunità diocesana, nella quale il biblista e bibliotecario era molto noto ed ha destato impressione negli ambienti culturali trentini.

La prof che entra idealmente in casa e tutta la classe ben disposta lì, dentro lo schermo sulla scrivania. Lezioni e interrogazioni che non s’interrompono, anzi.

Per raccontare come si continua a studiare nell’emergenza in una scuola trentina (vuota) sentiamo uno dei dirigenti scolastici che si è rivolto subito a ragazzi e genitori in una forma particolare. Paolo Fedrigotti, preside del Collegio Arcivescovile, ha realizzato in casa un videomessaggio inviato giovedì 13 marzo via mail, con i canali social e Whatsapp; non solo un saluto di vicinanza, ma una riflessione sintetica e incisiva (con l’ausilio di alcune parole-chiave in sovrimpressione) per rilanciare il valore “vitale” dello studio anche a distanza.

È sbarcata domenica 22 marzo a Malpensa la “brigata” di 37 medici e 15 infermieri cubani che con il loro lavoro andranno a supportare gli operatori sanitari dell’ospedale di Crema, travolto dall’emergenza coronavirus.

Come stiamo diventando obbligati a restare a casa? Il rallentamento di ritmi frenetici e la sosta forzata possono regalare tempo da dedicare ad altre attività, per esempio leggere e attingere riflessioni che potrebbero rivelarsi utili per capire come affrontare questa inedita situazione.

Parole e disegni che salgono fino al cielo. È il titolo dell’iniziativa promossa da padre Giorgio Silvestri, priore di San Romedio e parroco dell’Unità Pastorale di Sanzeno Banco e Casez, che ha invitato tutti, bambini e adulti, raccontare con disegni, preghiere e invocazioni, il momento che stiamo vivendo.

Anche i burattini vanno in quarantena, in tempi di emergenza nazionale, ma da chi se non da questi personaggi frutto di una fantasia fuori dal comune poteva nascere una risposta creativa in grado di unire e divertire il pubblico nonostante il coronavirus?

E’ un gesto significativo e semplice (“una piccola goccia fra le tante”, dicono loro) quello avviato in questi giorni dalle suore canossiane di Trento, note anche per la scuola professionale di alta formazione Centro moda Canossa. Considerata la penuria di dispositivi veri e propri, hanno prodotto delle mascherine non certificate, ma comunque utili, per due case di riposo.

«L’idea – racconta la superiora suor Daniela Rizzardi – ci è arrivata inizialmente da suor Barbara di Drena, in servizio alla Rsa di Dro; lì si sono attivati per confezionare queste mascherine di stoffa, bianca possibilmente, predisposte in modo che all’interno si possa eventualmente inserire un altro tessuto.

Nelle situazioni di emergenza, si sa, gli alpini sono sempre in prima linea. Lo hanno fatto anche in questa occasione, schierandosi a fianco della comunità trentina per fronteggiare le necessità che, di giorno in giorno, diventano sempre più urgenti.

Sono 2001 (+170) i nuovi contagiati e 74 (+18) le persone decedute in Trentino per Covid-19, secondo l’ultimo aggiornamento fornito dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, mercoledì 25 marzo nel consueto appuntamento via Facebook.

“E’ nel tempo ordinario che si progetta e si costruisce anche per i tempi di crisi e di emergenza. E’ una lezione che l’epidemia di coronavirus ci sta insegnando. A caro prezzo e sulla pelle di molti concittadini inermi”, ha scritto Giorgio Beretta, analista di Opal (Osservatorio permanente sulle armi leggere e politiche di difesa), in un articolo per Unimondo.

Senza il chiacchierio della gente raccolta in piazza, senza il frastuono delle moto che nei fine settimana percorrono i tornanti della Ss46 e senza il rumore delle motoseghe nei boschi, i rintocchi delle campane domenicali sono ancora più forti. Anche perché sono tante, 50 batacchi in 19 campanili sparsi per tutta la Vallarsa, impegnate contemporaneamente in melodie a festa. Le chiesette sembrano chiamarsi l’un l’altra a rappresentare una coesione ostacolata dall’emergenza coronavirus.

Cosa racconta oggi Torcegno? Sta pian piano diventando un appuntamento fisso quello con “Torcegnoracconta”, giornalino di comunità creato su impulso del Comune di Torcegno in queste settimane di emergenza sanitaria. “In questo tempo fatto di lontananze pensiamo sia importante creare luoghi d’incontro virtuali dove ritrovarsi”, scrivono la consigliera comunale Daniela Dalcastagné e l’assessora alla cultura Marika Caumo sul primo numero di “Torcegnoracconta”, uscito giovedì 19 marzo.

Scuola di Economia civile, Banca Etica, Pax Christi, Movimento dei Focolari Italia, Mosaico di Pacein un comunicato stigmatizzano il fatto che, mentre l'Italia si ferma - comprese tutte le attività produttive "non essenziali"  - per contrastare il diffondersi dell'epidemia Covid-19, si consente all'industria della difesa di continuare l'attività. "Un pessimo segnale, che denunciamo con forza".

Apri Facebook dallo smartphone per controllare che cosa succede in questo “tempo da virus”, ormai sinonimo di “tempo da lupi”, fatto di giorni duri e difficili per ognuno di noi… ecco che appare un post con il volto di Don Giorgio Cavagna, parroco degli Altipiani Cimbri, e una scritta “primo incontro”. È un link che ti porta su Youtube, un click, un “touch” su play e il parroco entra nella tua casa e con la sua voce discreta ma decisa ti dice “buonasera”.

“Cinque minuti di spiritualità: ogni giorno per stare legati tra di noi e alle nostre radici”. È la proposta lanciata da padre Placido Pircali con un breve percorso “Da Giacobbe a Giuseppe” e che rimbalza sui social da Facebook, a Whatsapp, assieme ai commenti entusiasti di si collega da casa. “Grazie Placido, le tue parole sono sempre di conforto e di ispirazione”, “È sempre bello ascoltarti!”; “Grazie, amico mio, sentiamo tanto la tua vicinanza”.

Misure adeguate per contenere la possibilità di contagio vanno adottate anche per gli ospiti delle strutture di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, come la Residenza Fersina a Trento. Lo chiede l’Assemblea Antirazzista Trento.

Ammonta a 100 mila euro la somma che lunedì 16 marzo la Chiesa trentina - attraverso Caritas diocesana – ha deciso di donare all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, come contributo per far fronte all’emergenza Coronavirus. Una partecipazione che si aggiunge alle offerte che altre realtà associate, aziende o singoli privati stanno facendo.

Giovani e ribelli, due termini che, in piena emergenza Coronavirus, sembrano non andare d’accordo. Per fortuna, verrebbe da dire, se non che una certa difficoltà nel recepire decreti e appelli si sta palesando nella fascia anziana della popolazione.