Pesa ancora una buona dose d'incertezza anche in Trentino sulle modalità di applicazione pratica sulla legge sul “biotestamento” entrata in vigore il 31 gennaio , che va a disciplinare “il consenso informato, la pianificazione condivisa tra medico e paziente in caso di prognosi infausta e le disposizioni anticipate di trattamento.
Mentre la scorsa settimana la morte di una malata di Sla ha riacceso il confronto sulle implicazioni etiche (si veda nostra intervista con don Bruno Tomasi nel n. 5), ci s'interroga anche nella sanità trentina sul recepimento della normativa.