anno 91 - n° 45 - Frutti da Giubileo
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Anno Santo - 10

Un pallio e una consegna

Nella nostra diocesi, la conclusione in cattedrale si compirà con l’invito a uscire dalla porta santa verso la piazza, verso le vie della vita quotidiana per testimoniare la misericordia.

Parole chiave: magistero (24), Chiesa (6427)

Si conclude in questa domenica nelle cattedrali e nelle chiese giubilari il tempo santo dell’Anno della Misericordia. Nella nostra diocesi, la conclusione in cattedrale si compirà con l’invito a uscire dalla porta santa verso la piazza, verso le vie della vita quotidiana per testimoniare la misericordia. Lo faremo insieme con il nostro Arcivescovo Lauro che da qual giorno porterà nelle celebrazioni più importanti sulle sue spalle una nuova insegna, o meglio un simbolo: quello del Pallio. Il Nunzio Apostolico in Italia Mons. Adriano Bernardini glielo consegna a nome di Papa Francesco.

 Il Pallio, una piccola stola di lana bianca d’agnello decorata con sei croci nere, rappresenta la pecora smarrita che il Buon Pastore si carica sulle spalle. Per il nuovo Arcivescovo esso è simbolo della sua dignità di Metropolita dell’Arcidiocesi di Trento e ancor di più segno di comunione con il Vescovo di Roma, il Papa Francesco, e con la Chiesa universale di cui e in cui è Vescovo. Il Papa stesso ha benedetto i Palli, secondo la tradizione nella  basilica vaticana lo scorso 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo, dicendo: “Una festa di comunione per tutta la Chiesa, come evidenzia anche la presenza degli Arcivescovi Metropoliti venuti per la benedizione dei Palli, che saranno loro imposti dai miei Rappresentanti nelle rispettive Sedi”. I Palli sono conservati normalmente sopra la tomba dell’Apostolo nella confessione della basilica di San Pietro.

Ogni Vescovo e particolarmente chi ha il compito di Arcivescovo Metropolita, è chiamato ad essere come il Cristo Buon Pastore, capace di farsi carico della sua Chiesa particolare e di portare sulle spalle le sue pecorelle, un peso che solo nella sequela del Signore Gesù diviene un giogo dolce e leggero.

Il Pallio, che in origine era un vero e proprio mantello, veniva concesso dall’Imperatore come segno di maggiore giurisdizione; di qui è passato anche nella Chiesa come simbolo di un’autorità e di un servizio più grandi che un Vescovo è chiamato a svolgere in una determinata regione, inserita nella più vasta realtà ecclesiale. La tradizione ha voluto aggiunge anche tre spilloni (originariamente erano solo funzionali per tener fermo il Pallio) che allegoricamente intendono rappresentare i chiodi della crocifissione del Signore Gesù. Un richiamo quindi a fare dono della propria vita fino al sacrificio, proprio come Cristo, Buon Pastore.

La consegna che viene fatta al Vescovo Lauro è un mandato anche per noi: imparare con lui ad uscire dalle porte delle nostre chiese, secondo le sollecitazioni di Papa Francesco, per farci carico dei fratelli e delle sorelle, per portare anche sulle nostre spalle le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce del nostro tempo. Così anche l’Anno Santo si apre per noi al futuro.

(10 - continua)

Un pallio e una consegna
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