“Nel mio presepe le cortecce sono protagoniste. Soprattutto quelle di betulla, pino, acero e faggio. Pochi ne conoscono la bellezza di forme e colori. Mi illustrerebbe queste caratteristiche?”.
Lorenza (Trento)
Alberi e arbusti possono avere un grande fascino anche durante la stagione più spoglia, quando nessun elemento può distogliere l’attenzione dal loro legno che, finalmente si rivela: liscio o increspato, sfogliato o colorato. Questi particolari risaltano con forza nel giardino in autunno. L’inverno invece è il momento più apprezzato per conoscere la struttura degli alberi spogli fino a scoprire le cortecce che non sono uno schermo protettivo delle piante, ma fanno parte integrante del loro fascino complessivo.
La miglior cura per la corteccia di un albero è salvaguardarne l’integrità, in quanto laddove viene colpita tende a creparsi e a morire distaccandosi dal legno sottostante. Le cortecce di tutte le piante sono costituite da tessuto privo di linfa. Nelle piante giovani sono verdi e sottili, ma negli alberi adulti sono di tessuto più spesso. La parte più esterna della corteccia è botanicamente detta scorza o ritidoma. Si tratta di tessuti morti esterni alla formazione annuale del ritidoma.
La corteccia è un adattamento delle piante ad ambienti specifici. Ne è esempio la quercia da sughero: qui la corteccia è un rivestimento fatto per resistere in ambienti soggetti a incendi ricorrenti. Le cortecce sono molto decorative, basta saperle guardare. Sono tutte diverse, per consistenza, forma e colore. Quella del faggio ha una grana fine e regala un senso quasi tattile. Si svela in tutta la sua bellezza nelle piante col tronco colonnare, dritto e possente. Nel noce la corteccia è di colore uniforme, impreziosita da screpolature scure.
Nel platano la corteccia è spettacolare tanto da esserne l’elemento identificativo della pianta: ha spessore molto sottile, ma a placche e di cromatismo diverso. La betulla, pianta nostrana, cadute le foglie mostra tronchi bianchi con corteccia che si sfoglia. Corteccia strutturata a placche, messa in risalto dal colore fra il nocciola, l’arancio e il rosso presenta il pino silvestre, mentre l’acero grigio ha la classica corteccia che si sfoglia. Spettacolari sono anche le cortecce degli arbusti. Il corniolo sanguinello, ad esempio, è fra i cespugli più belli in inverno, con i suoi rami rosso sangue.