La politica di difesa europea non deve svilupparsi a spese degli obiettivi strategici e dei principi fondamentali dell’Unione. Lo afferma mons. Heiner Wilmer, vescovo di Hildesheim, in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa cattolica KNA.
Wilmer è membro, oltre che dell’Assemblea generale, del Consiglio permanente della Conferenza episcopale tedesca. Dal 2022 è presidente della Commissione per le questioni sociali e come tale è anche il rappresentante dei vescovi tedeschi presso la Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea (COMECE) a Bruxelles.
Secondo Wilmer, gli “investimenti necessari, proporzionati e adeguati” per la difesa europea non devono compromettere gli sforzi a favore della dignità umana, della giustizia, dello sviluppo umano integrale e della salvaguardia del creato. “Una politica di sicurezza e pace completa non può limitarsi alla sola forza militare”, ha dichiarato, sottolineando che la diplomazia resta un elemento cruciale per la costruzione della pace.
A seguito del conflitto in Ucraina, che continua a scuotere e a coinvolgere gli Stati europei, l’Unione Europea si è imposta l’obiettivo strategico del rafforzamento della sua capacità di difesa comune, tenendo conto che su 27 Stati membri, 23 sono anche parte della NATO. La scelta è determinata anche dai nuovi (instabili) equilibri mondiali a Est come a Ovest.
Il vescovo di Hildesheim ha criticato la decisione di cinque Paesi dell’Unione Europea – Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania e Polonia – di ritirarsi dall’Accordo di Ottawa, che proibisce l’uso delle mine antipersona. Pur riconoscendo i cambiamenti della situazione di sicurezza internazionale, Wilmer sottolinea che “la strada verso una pace nella libertà e nella giustizia non può essere accompagnata dal ritorno all’uso di armi che sono internazionalmente vietate”.
In merito al riarmo, Wilmer ha anche affrontato il tema della sostenibilità economica, facendo notare che le imprese europee devono conciliare la competitività e gli obiettivi di salvaguardia del clima. La protezione dell’ambiente e del clima, ha sottolineato, è una “responsabilità intergenerazionale e globale”, che deve essere presa sul serio in tutte le scelte europee. La Commissione Europea ha presentato una proposta di revisione della politica climatica, chiedendo maggiore flessibilità per le imprese europee.
Secondo il vescovo, però, è necessario che l’economia europea sia al tempo stesso competitiva e impegnata a proteggere seriamente l’ambiente. “È fondamentale che entrambi gli obiettivi siano perseguiti in modo rispettoso della giustizia sociale. Nessuno dei due può esistere senza l’altro”. Una “transizione socio-ecologica giusta” richiede che la società sia disposta a fare “alcuni sacrifici”.
In sintesi, Wilmer invita a trovare un equilibrio tra difesa, giustizia sociale, sostenibilità economica e protezione del clima, con la consapevolezza che la pace e la giustizia non possono essere raggiunte solo attraverso l’uso della forza, ma richiedono soprattutto scelte politiche responsabili, attente alla dignità umana e alla tutela dell’ambiente.
Papa Leone, a pochi giorni dalla sua elezione, di fronte ai diplomatici accreditati presso la Santa Sede aveva rilanciato le parole di Francesco: “Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo [e] l’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo”.