E anche il Vanoi diventa uno scenario da thriller

I paesaggi mozzafiato racchiusi nella Valle del Vanoi sono stati apprezzati da milioni di telespettatori in queste settimane su Raiuno. Le meraviglie primierotte costituiscono infatti la scenografia naturale di “Black Out. Vite Sospese”, un mistery-drama, ambientato in alta quota, quattro prime serate su Raiuno, in onda fino al 6 febbraio (rivedibili su Rai Play).

Il richiamo paesaggistico della Valle del Vanoi, ben rappresentata nella fiction, è già un motivo valido per conquistare tanti appassionati a questa serie, che è stata realizzata con la collaborazione (con lauto finanziamento) della “Trentino Film Commission”. Si è passati dallo scenario fiabesco della Val Venegia innevata, al caratteristico ambiente di Villa Welsperg, in Val Canali, all’anfiteatro naturale del Mattermak a Sagron Mis e poi all’Hotel Savoia, a San Martino di Castrozza, che per la fiction diventa il lussuoso “Cima Paradisi resort&SPA”. Gli spettatori trentini peraltro devono annotare come il paesaggio sia presentato in modo quasi neutro; non guastava qualche riferimento più diretto ed esplicito anche alle tradizioni delle popolazioni locali come il volontariato nel soccorso. Quanto prevale, come in ogni fiction dai ritmi thriller, sono le vicende costruite dalla sceneggiatura che alterna in un mix frenetico ma equilibrato, il poliziesco, i toni avventurosi dei film d’azione ed ampi tratti di umanità, soprattutto nei rapporti tra genitori e figli. “Black Out – Vite Sospese” ha come protagonista Alessandro Preziosi, che interpreta un uomo ambiguo che conduce una doppia vita: è un broker assicurativo, che si trova nel paese di Vanoi (nella realtà è Caoria) per le vacanze natalizie con i figli adolescenti, dopo la morte della moglie. Appartiene però ad una famiglia camorrista dalla quale ha l’ordine di eliminare il medico Claudia Schneider (interpretata dall’attrice Rike Schmid), primario a Napoli.

Improvvisamente una valanga (a proposito, non è troppo vicino il riferimento alla tragedia di Rigopiano…?) costringe vacanzieri e residenti ad un’esperienza-limite che li mette alla prova con le loro paure e i loro pregiudizi: devono imparare ad essere una comunità. La serie – premiata da uno share superiore al 20% nella difficile serata del lunedì – è prodotta da Luca Barbareschi per Èliseo Entertainment e Rai Fiction, con la partecipazione di Viola Film.

Tra le tante collaborazioni scelte in Trentino dalla nostra Film Commission si possono citare Luana Salvadori, chiamata a collaborare quale aiuto costumista con il regista Riccardo Donna e Riccardo Debertolis, vigile della Polizia Urbana di Primiero, che ha interpretato il cacciatore nella prima puntata.

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