Serrata e senza fronzoli, se non musicali, la prima serata del Festival di Sanremo 2025 ha incarnato in pieno lo stile concreto e preciso del suo reggente. Carlo Conti, al quarto Festival personale, il primo del suo “secondo mandato” dopo il triennio dal 2015 al 2017, guarda al cronometro più che ai meccanismi televisivi, e la formula lo premia, con un risultato (12 milioni di spettatori e share al 65%) che supera quello del predecessore Amadeus.
E se proprio Amadeus, con la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sembrava insuperabile anche sotto il profilo degli ospiti, Conti è riuscito a portare sul palco dell’Ariston, in videomessaggio, nientemeno che papa Francesco. “La musica può aprire il cuore all’armonia, alla gioia dello stare insieme. È una lingua che tutti i popoli, in diversi modi, parlano, e raggiunge il cuore di tutti”, ha detto il Papa che ha aperto il duetto, sulle note pacifiste di “Imagine” di John Lennon, tra la cantante israeliana Noa e quella di origine palestinese Mira Awad.
Coglie lo spirito del festival 2025 Francesco, che mette la musica al centro del suo messaggio di pace, come Conti la mette al centro del suo format televisivo: è così che l’altro super-ospite di serata, Jovanotti, entra sul ritmo di 70 batteristi e di alcuni dei suoi più grandi successi, per poi recitare con Gianmarco Tamberi un inno alla vitalità e alla fragilità del corpo umano. Da lì in poi questo Festival, o almeno la sua serata d’esordio, è ancora sempre e solo canzoni: dall’omaggio iniziale al compianto maestro Ezio Bosso al ricordo di Fabrizio Frizzi attraverso l’audio del suo brano “Un amico in me”, che emoziona anche i due co-conduttori di una notte: Antonella Clerici e Gerry Scotti. Scelta nazionalpopolare del nazionalpopolare Conti, i navigati presentatori non tradiscono le attese, e con le garanzie di un usato sicuro si alternano al lancio degli artisti in gara, sotto a chi tocca, uno dopo l’altro, pubblicità permettendo. In totale sono 29, dopo il passo indietro dell’indagato Emis Killa (e nelle chat e sui social di chiunque di noi non sarà mancata la battuta sul fatto che in Italia, per un’indagine, non ci si dimette da ruoli ben più di responsabilità, ma si rinuncia a Sanremo).
Nella prima top 5, definita dalla giuria della sala stampa, Tv e Web, in attesa che il televoto sparigli le carte, domina il mondo del cantautorato. Simone Cristicchi tocca nel profondo con il suo delicato racconto dell’Alzheimer mentre Brunori Sas ricorda con dolcezza la nascita della figlia e Giorgia canta l’amore al femminile. Con loro, provvisoriamente in vetta, la rivelazione Lucio Corsi e un Achille Lauro in smoking che mette in musica la sua trovata maturità. Ripulito e in versione “bravo ragazzo” anche Tony Effe stornella la stessa Roma che lo ha escluso dal concertone di Capodanno per i suoi testi violenti, a testimonianza che al Festival, comunque vada, vincono l’amore e i buoni sentimenti. Non a caso, per ora, i più trasmessi in radio sono i “Cuoricini” dei Coma Cose e il “Chiamo io, chiami tu” di Gaia, ma la settimana sanremese è ancora lunga.