La lista di Violetta, una storia di solitudine, ansia e disagio di crescere

Scrivere è terapeutico. Lo sa bene Ingeborg, la psicologa da cui si reca ogni settimana Violetta. Per questo la invita a tenere una sorta di diario di tutti i suoi incontri: chi vede, cosa fanno insieme, cosa si dicono, come si comportano. Sono cinque i quaderni che la ragazzina riempie con tutti i particolari dei momenti che passa con le persone di una sua lista ben precisa: quella dei ragazzi e delle ragazze della sua classe. Sì, perché Violetta, ha deciso di giocare almeno una volta con tutti i suoi compagni di scuola. La lista di Violetta (La Nuova Frontiera Junior; età 11+) è appunto l’elenco di venti nomi da cui spulcia quelli con cui passa un pomeriggio. I resoconti di quelle ore di gioco sono interessanti, ma pian piano le pagine si riempiono di dettagli sempre più stravaganti e improbabili, per non dire chiaramente inventati, come il bambino salvato dalle rotaie con il treno in corsa in arrivo o la fede nuziale trovata intorno ad una carota dell’orto o, perfino, un allevamento di dodo nascosti in un granaio.

Ma cosa sta succedendo veramente? E perché la psicologa ha dato questo compito a Violetta? La realtà è che Violetta ha molti problemi a relazionarsi con gli altri e non ama il disordine e la confusione che le danno ansia, al punto da decidere di non uscire proprio più dalla sua stanza, se non per andare da Ingeborg. Il problema è serio, ma non può risolversi finché Violetta stessa non deciderà di volerlo superare e fintanto che non ci proverà seriamente, sarà difficile che possa riuscirci.

Una scrittura autentica, non stereotipata per un romanzo scritto bene, dal ritmo coinvolgente. Una storia semplice ma non facile accompagnata dalle piacevoli illustrazioni in bianco, nero e verde, per uno stile giovane, adatto per i ragazzini che non sono più bambini.

Un romanzo interessante e coinvolgente per i lettori della scuola secondaria di primo grado, ma anche per gli adulti che ogni giorno stanno a contatto con loro. Una storia che parla di solitudine, di disagio di crescere, di ansia, di fobia. Ma anche di aiuto, di terapia, di speranza di soluzione. Al centro ci sono le dinamiche di relazione dei preadolescenti tra di loro, ma anche con gli adulti. Ogni pagina della narrazione mette un tassello a questa storia che prende forma seguendo con leg‑gerezza l’evoluzione psicologica di Violetta.

Una lettura attuale che mostra come i ragazzi cercano di difendersi da ciò che gli succede intorno con delle “corazze” fatte di silenzi, di pensieri o di parole. Perché, come Violetta, spesso sono consapevoli delle loro difficoltà, ma chiedere aiuto non è facile.

vitaTrentina

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