La santità feriale di Carlo Acutis

Un fotogramma del documentario “Carlo Acutis. Il giovane santo”

Avent’anni dalla sua prematura scomparsa, avvenuta il 12 ottobre 2006 a causa di una leucemia fulminante, la figura di Carlo Acutis continua a parlare al cuore di milioni di persone.

Oggi, con la memoria ancora viva della storica canonizzazione celebrata il 7 settembre 2025 in piazza San Pietro da papa Leone XIV davanti a ottantamila fedeli, la straordinaria vicenda del giovane milanese è approdata nelle sale cinematografiche come evento speciale dal 15 al 21 ottobre.

Ho avuto modo di vedere  “Carlo Acutis. Il giovane santo” in una sala gremita al cinema Modena di Trento: visti i tempi che corrono, non è scontato riempire una sala cinematografica con pellicole di questo tipo, figuriamoci con un documentario. Eppure, la figura del giovane evidentemente continua a catturare la curiosità dei tanti che scoprono, o riscoprono, la sua storia.

Il documentario ufficiale, realizzato con il patrocinio dell’Associazione Amici di Carlo Acutis e in collaborazione con la Fondazione Cariplo, si presenta come un racconto autentico e profondamente toccante. Attraverso le testimonianze intime dei genitori e di chi lo ha conosciuto da vicino come gli amici d’infanzia, il domestico, il parroco, la maestra di scuola e una giovane latino-americana miracolata, la pellicola ricompone il mosaico di una vita breve, soli 15 anni, ma capace di lasciare un’impronta universale.

Il punto di forza del film risiede nella capacità di restituire prima di tutto la dimensione umana di Carlo: un ragazzo semplice, perfettamente immerso nel suo tempo, simpatico e giocherellone, ma anche appassionato di videogiochi, programmazione e Internet, strumenti da lui trasformati in veicoli di bellezza e fede. Ne è un esempio la mostra sui miracoli eucaristici da lui creata e messa a disposizione in rete, che da vent’anni gira il mondo e continua a far parlare di sé.

Arricchita da preziosi materiali inediti, tra scatti fotografici, filmati privati d’archivio e edizioni esclusive delle celebrazioni a Roma, l’opera cinematografica si presenta come un viaggio emozionante.

È un dialogo costante tra la quotidianità terrena di un adolescente contemporaneo e la dimensione spirituale. Un racconto che spiega perché, ancora oggi, oltre un milione di pellegrini si rechi ogni anno ad Assisi per pregare davanti alla sua tomba o, ancora meglio, per salutare un vecchio amico.

La pellicola offre uno spaccato di vita autentico, che colpisce lo spettatore dritto allo stomaco. “Il giovane santo”, in definitiva, è un film da vedere per tutti coloro che desiderano conoscere Carlo da vicino, visitando i luoghi della sua vita e sentendo le testimonianze toccanti di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo davvero.

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