In occasione della Settimana Santa, la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento propone uno degli appuntamenti più intensi e suggestivi della propria stagione: lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi, vertice assoluto della musica sacra settecentesca.
Due le date in programma: giovedì 2 aprile alle 18 all’Auditorium del Polo Scolastico di Cles e venerdì 3 aprile alle 20.30 al Teatro Zandonai di Rovereto.
Sul podio dell’Orchestra Haydn salirà il giovane direttore Riccardo Bisatti, tra i più promettenti interpreti della nuova generazione italiana, affiancato dal soprano Mariam Suleiman e dal mezzosoprano Mara Gaudenzi, due voci in forte ascesa nel panorama lirico internazionale. L’evento è realizzato in collaborazione con il Festival di Musica Sacra.
Composto nel 1736, negli ultimi mesi di vita del compositore, lo Stabat Mater rappresenta uno dei punti di svolta della musica sacra del Settecento. Pergolesi rielabora una tradizione consolidata, introducendo un linguaggio nuovo, più diretto e teatrale. La scrittura, essenziale e trasparente, alterna arie e duetti in una struttura che guarda all’opera, trasformando la meditazione liturgica in un’esperienza emotiva immediata e profondamente umana.
Dal punto di vista musicologico, colpisce l’uso raffinato del dialogo tra le due voci soliste, spesso intrecciate in imitazioni e sospensioni armoniche che amplificano il senso di dolore e contemplazione. Emblematico è l’incipit “Stabat Mater dolorosa”, costruito su una linea discendente cromatica che richiama retoricamente il lamento, una figura espressiva ricorrente nella musica barocca.
Un aneddoto significativo accompagna la fortuna di quest’opera: già pochi anni dopo la morte di Pergolesi, lo Stabat Mater conobbe una diffusione straordinaria in tutta Europa, tanto da essere rielaborato anche da Johann Sebastian Bach, che ne adattò la musica nella cantata Tilge, Höchster, meine Sünden (BWV 1083). Un omaggio che testimonia l’impatto profondo e duraturo di questa composizione.
Accanto a questo capolavoro, il programma propone la Sinfonia n. 12 per archi di Felix Mendelssohn, ultimo tassello del ciclo delle dodici Sinfonie giovanili composte tra il 1821 e il 1823. Scritta quando il compositore era poco più che dodicenne, l’opera rivela una sorprendente padronanza della forma e un dialogo vivace tra le parti, pensato per esecuzioni in ambito privato e cameristico nella casa di famiglia a Berlino. In queste pagine si coglie già la capacità mendelssohniana di coniugare rigore classico e freschezza inventiva.
Maggiori informazioni e biglietti sul sito www.haydn.it.