“Le libere donne”, la dignità nella malattia

“Spero che questa storia possa offrire spunti di riflessione sulla condizione della donna di ieri e di oggi, e possa toccare il cuore di chi sta dalla parte della giustizia e della libertà”. Così il regista Michele Soavi presenta “Le libere donne”, nuova serie tv in sei episodi, sempre disponibili su Rai Play. Parole che sono una promessa mantenuta, un patto onorato verso le telespettatrici e i telespettatori: sicuri che guardando questa fiction possiamo lasciarci educare da valori che ci migliorano come esseri umani. Valori universali, validi indipendentemente da uno specifico momento storico.

Per avere conferma della qualità di questa nuova serie è sufficiente ripercorrerne l’intreccio. Liberamente tratta dal libro “Le libere donne di Magliano” dello psichiatra e scrittore Mario Tobino, edito da Mondadori Libri, la trasposizione televisiva è ambientata fra Lucca e Viareggio, durante la Seconda guerra mondiale, quando in Italia dominava ancora il nazifascismo.
Racconta la storia di vita di Mario Tobino: uno psichiatra non convenzionale con una passione per la poesia, mentre sfida le regole repressive dell’ospedale psichiatrico femminile di Maggiano per salvaguardare la dignità delle sue pazienti.

Alcune di loro hanno trovato conforto nella follia come unica forma di libertà cui aspirare, mentre altre sono state ingiustamente recluse solo perché hanno osato affermare il loro spirito libero.

“In questa storia, datata 1943, non c’è uguaglianza di diritti. Le donne non erano padrone di loro stesse, non avevano l’autonomia del proprio corpo, il diritto alla vita, all’istruzione, al lavoro e alla libertà di espressione. Nel nostro racconto – un libero adattamento del libro – una di loro farà breccia nel cuore di Tobino, che cercherà con tutte le sue forze di salvarla”, dice ancora Soavi.
Mario vive all’interno del manicomio confrontandosi – e a volte scontrandosi – con i diversi approcci dei suoi colleghi.

Una menzione speciale va all’attore Lino Guanciale nei panni di Tobino. L’attore restituisce il valore rivoluzionario di questo psichiatra, senza farne un eroe. Guanciale trasmette le idee innovative e le debolezze dell’uomo Mario Tobino: come i sentimenti per un vecchio amore che ritorna dal passato o per una paziente. La narrazione dei sentimenti è l’unico frangente in cui il racconto qualche volta si fa edulcorato.

Questa serie, coprodotta da Rai Fiction ed Endemol Shine Italy, nonostante l’impegno di certi temi, può essere vista anche dagli adolescenti, con il giusto accompagnamento.

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