Sofferto connubio tra ambiente e turismo

Sul finire del 1300 il nome era Mazung, ma successivamente è sempre stato Mazzin. Potrebbe derivare da un nome di persona (si pensa al latino Mattius o al germanico Mazzo) oppure dalla voce latina mattea, ”mazza”. Non si esclude che potrebbe avere origine da lama, “palude, acquitrino” come è accaduto per Lamatz, Mazzo e Mazzino nel milanese. Mazzin è un villaggio ladino assai pittoresco. Gli edifici si snodano sulla sinistra del Rio dove ci sono edifici in passato destinati al controllo daziario attorno ai quali sono sorti tra stalle e fienili in legno i nuovi edificati.

La bellezza paesaggistica dell’antico “Mazung” citato fin dal 1370 è stata “sfregiata” negli anni ’70 dal complesso turistico del Fassa Laurina. Il turismo è infatti la risorsa primaria dell’economia locale, ma interessanti sono anche industria (del legno) e agricoltura (allevamenti e pascoli). La chiesa di S. M. Maddalena è del 1573. Ha abside gotica a costoloni e altari lignei dorati. Il territorio comprende una delle zone più incantevoli delle Dolomiti fassane: il lago di Antermoia e il gruppo del Catinaccio.

Lo stemma adottato il 30 dicembre 1977 non ha un significato ben preciso. Lo scudo è suddiviso verticalmente in due parti: a sinistra, su campo argento, un abete radicato su un pendio al verde, mentre a destra, su campo azzurro, porta una vetta stilizzata d’argento. Ornamenti esteriori di Comune con fronde legate da un nodo rosso con nastri.

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