Storie e oggetti vanno spesso di pari passo: oggetti che raccontano storie, storie che parlano di oggetti. Le storie e gli oggetti che appartengono a una famiglia hanno un sapore particolare, un valore affettivo che si tramanda di generazione in generazione anche se ad ogni passaggio possono assumere significati diversi ma di solito legati tra loro.
Così succede al cucchiaio al centro del libro “Un cucchiaio pieno di storie” (Caissa Italia Kids; età 9+), che racconta sì la storia dell’oggetto, ma anche quella della famiglia cui appartiene. Una storia sfidata dall’innocenza di una bambina che non capisce perché quel cucchiaio, conservato nel cassetto con tutti gli altri, non si possa usare. La sua presenza lì non è comprensibile: se è così importante, forse sarebbe meglio fosse custodito in una teca come una reliquia.
In realtà il cucchiaio, che rimanda ad un passato di esilio e di guerra, ha senso proprio perché in mezzo alle altre posate, quindi nella vita di tutti i giorni della famiglia. Quel cucchiaio, infatti, ha attraversato l’oceano in una valigia che la bisnonna, ha portato con sé insieme alle poche cose che è riuscita a portare dal suo esilio. È il cucchiaio con cui ha messo radici in un posto nuovo: quello con cui mangiava la zuppa, faceva dei buchi nella terra e suonava musica. Nessuno usa più quel cucchiaio ma nessuno permette neanche che venga usato o eliminato.
Illustrazioni dai colori pastello che evocano fotografie vintage, insieme a un testo denso e poetico, interpretano alla perfezione questa storia che sa di ricordi e di condivisione. Non è tecnicamente un albo illustrato vero e proprio, ma l’insieme di testo e immagini offre comunque una lettura piacevole, armoniosa, ricca di significati stratificati che ognuno può scoprire nella sua individualità, ponendosi domande e cercando risposte in un gioco di continui rimandi.
Un inno alla memoria, ma anche all’identità che nella memoria trova le sue radici. La lettura di un testo a volte può essere anche solo razionale, per trasformarsi nel tempo in qualcosa di più profondo. Come quando si arreda una casa personalizzandola, un libro comincia a far parte del lettore piano piano e ad un tratto si accorge che è diventato “suo”. Così succede con questo. E, scoprendolo, la sorpresa è di grande valore.
Ogni scrittura e ogni lettura è un modo diverso di leggere il mondo e più se ne incontrano, maggiori sono le prospettive e più ricca è l’esperienza. Come trovare un vecchio cucchiaio. Anche per i bambini che con il loro sguardo critico e libero possono proiettare sulle storie e sugli oggetti nuovi significati.