Una bambina e la sua crosticina, “Io e Pepper” di Beatrice Alemagna è una storia dal ritmo sostenuto

Un’illustrazione dal libro di Beatrice Alemagna “Io e Pepper”

Il mondo dei bambini non smette mai di stupirci. Neanche i libri di Beatrice Alemagna, che così bene lo sanno descrivere, smettono di stupirci. Ogni volta che lei mette sulla carta la sua abilità narrativa con le parole e con le immagini, il risultato è una piccola-grande meraviglia. Io e Pepper (Topipittori; età 7+) è l’ultima. Chi, se non lei, poteva pensare ad una storia in cui la bambina è protagonista insieme alla crosticina di sangue che le si è formata sul ginocchio dopo una caduta? E chi, se non lei, poteva immaginare che la bambina desse perfino un nome, Pepper, a questa crosticina e iniziasse a parlare con lei?

La storia racconta in prima persona come la bimba un giorno è inciampata in un sasso e cadendo si è ferita. Superato lo sgomento per la vista del sangue, l’”emergenza” è rientrata e lei ha cominciato a convivere con questo ospite indesiderato sul suo ginocchio. Il fatto che la crosta le faccia male passa presto in secondo piano rispetto al fastidio che prova a vederla sempre lì. Così comincia a parlare a Pepper, invitandola ad andarsene. Pian piano, però, subentra l’abitudine a vederla e, soprattutto, col tempo Pepper non sembra neanche più così brutta. Una mattina la crosta cade…

Questo nuovo libro a figure di Beatrice Alemagna è un inno all’infanzia e alla sua corporeità. Il corpo della bambina è al centro della sua narrazione: ne vediamo atteggiamenti, posture, abbigliamento e movimento. E ne vediamo anche le criticità: la ferita con la crosta. Il tutto ritratto con particolare attenzione e abilità, tanto che il lettore/osservatore, grande o piccolo che sia, non può che riflettersi nel suo presente o nel ricordo del suo passato.

Alla delicatezza e musicalità delle parole si aggiungono l’inconfondibile tratto grafico e la tecnica di colore con i particolari fluo che, evidenziando i punti focali, attivano la narrazione: i capelli della bambina, la sua crosta e il suo cagnolino.

Tutto ruota intorno a questi elementi che diventano simbolo e metafora di molti altri aspetti caratterizzanti il mondo dei bambini, come i desideri, i cambiamenti, le curiosità e gli slanci di vita.

Una storia originale, che ben si inserisce tra gli altri libri di Beatrice Alemagna che tutti i bambini dovrebbero incontrare, tra cui Cicciapelliccia, Un grande giorno di niente e Le cose che passano, solo per citarne alcuni.

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