referendum

Ultimi contenuti per il percorso 'referendum'

Con il 59,12% la maggioranza degli Italiani ha scelto di bocciare la riforma costituzionale al referendum del 4 dicembre. Un risultato netto che rappresenta anche una sonora stroncatura del premier Matteo Renzi, che ha rassegnato le dimissioni (“congelate” dal Presidente Mattarella). L'analisi del voto e le reazioni politiche in Trentino.

Domenica sera l’affluenza alle urne ci dirà se gli Italiani hanno affrontato con serietà questa consultazione sulle modifiche alla Costituzione, “spina dorsale della nostra democrazia”, come diceva l’onorevole Elsa Conci, “pasionaria bianca” trentina tra le 21 donne della Costituente. Alla vigilia del voto, le opinioni maturate meritano di essere sottoposte al setaccio di tre letture “combinate”.

Dopo otto mesi di discussione sui pregi e difetti della riforma costituzionale, o più banalmente se questa poteva o no essere l’occasione buona per mandare a casa Renzi, ecco che ci si risveglia pensando che magari non tutto è così semplice e automatico come potrebbe sembrare.

La posizione dei politici e degli amministratori trentini sul referendum rispecchia a livello locale quella assunta dai partiti di riferimento a livello nazionale.

Riprendiamo il nostro approfondimento sulla riforma costituzionale oggetto di referendum con un’intervista doppia a due costituzionalisti, Stefano Ceccanti, docente all'università “La Sapienza” di Roma, ed Enzo Di Salvatore, docente all'Università di Teramo, sostenitori rispettivamente del Sì e del No al progetto di riforma.