La politica non va snobbata

Grande partecipazione ai riti della Settimana Santa e di Pasqua. Una delegazione trentina in Messico

La Settimana Santa nei suoi riti celebrativi della passione di Gesù ha conosciuto un forte risveglio nella partecipazione di fedeli un po' dappertutto in Trentino. La celebrazione della Pasqua ha poi richiamato nelle chiese, folle delle grandi occasioni del passato. Qualche sacerdote dal pulpito ha commentato con sorpresa e soddisfazione il fenomeno, frutto, probabilmente, di una serie di fattori che vanno da nuovo corso dato alla Chiesa da Papa Francesco, alla ripresa dell'attività a tutti i livelli della pastoralità, al superamento della fase di rodaggio delle Unità pastorali costituite e all'avvio delle iniziative, nel campo della catechesi e sei servizi interparrocchiali e a sollecitazioni che restano riservate nel cuore delle singole persone.

In Cattedrale alla messa del giorno di Pasqua Bressan nell'omelia ha parlato dei grandi mutamenti provocati dalla globalizzazione che ha “scombussolato la tradizionale rappresentazione degli spazi abitati dell'uomo” in contrapposizione alla Pasqua “festa suggestiva nata da quell'aurora nella quale Cristo, Figlio di Dio fattosi nostro fratello, si è destato dalla morte, si è levato – ha affermato – vittorioso, perché anche noi fossimo liberi dal peccato e sicuri nel cammino della vita contro ogni samrrimento di senso”.

Fra i mutamenti il vescovo ha citato l'arrivo di nuove popolazioni, gli sconvolgimenti antrologici, la crisi economica, il variare frenetico del tempo che ha fatto perdere il senso della vita e della storia provocando smarrimento e inducendo l'uomo a diventare solo un produttore o consumatore di beni materiali, un “nomade senza spazio e senza tempo che vive nel virtuale”. Per Bressan “l'uomo contemporaneo pensa di potersi costruire come egli vuole e non ha limiti né di età, né di sesso, né di valori etici”, la l'uomo superiore, l'Uebermensch, ha portato al razzismo, alle dittature, ai genoci a squilibri finanziari: “Si è prolungata l'esistenza, ma non accresciuta la felicità”. “Come cristiani – ha ancora affermato citando anche Papa Francesco – non possiamo restare inerti attorno alla tomba del Signore a vedere il sepolcro vuoto o sul Calvario attorno alla croce o sul monte degli Ulivi a considerare il Signore in cielo, ma il Vangelo ci dice di andare e abbiamo una missione di solidarietà”, secondo una visione, una forza e una speranza che provengono dallo stesso Vangelo. Il vescovo ha poi fatto appello alla politica, definendola “forma eccelsa di carità”, che non va “snobbata” dai credenti, ma “assunta” in spirito di vero servizio al bene di tutti, pur nella coscienza della complessità delle scelte da attuare e nella precarietà dei mezzi disponibili.

Bressan ha avuto parole anche per i cittadini “chiamati ad esprimere il loro parere in un sistema democratico, del quale fanno parte e non limitarsi alla sola critica”. La Pasqua pertanto come “giorno del Signore”, “giorno del sole”, “giorno della resurrezione” dà la forza “per amare in famiglia, nel volontariato, nella società, nel vivere quotidiano, nelle relazioni con altri popoli”, “non con il fine di anticipare il futuro, di sottrarlo alla sua imprevedibilità, ma con un progetto di dono costante e con la certezza di una vita che va oltre la morte”.

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