La storia dei Mondiali di calcio

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Campionati del mondo di calcio, avventura numero venti. Alle spalle 19 edizioni disputate, 8 nazionali diverse vincitrici – l’ultima la Spagna, campione in carica – centinaia di campioni e alcune migliaia di gol, alcuni dei quali lontanissimi ma ancora memorabili, tante formule diverse. La storia della Coppa del Mondo di calcio, “Coppa Rimet” sino al 1970 e poi “Fifa”, risale al lontano 1930. Il calcio era nato nel 1910 (anno in cui la nostra nazionale disputò la prima partita ufficiale, il 15 maggio, 6-2 contro la Francia) con la creazione della stessa Fifa. Il calcio “sbarcò” alle Olimpiadi di Parigi 1924 (ma nell’edizione 1908 era stato organizzato un torneo con la presenza di calciatori dilettanti), quando l’Uruguay si impose in finale sulla Svizzera e poi vinse anche i Giochi 1928. Lo stesso Paese ebbe anche l’onore di ospitare la prima edizione del 1930, assegnati per celebrare il centenario della Costituzione uruguaiana. Da qui è iniziata la grande storia.

URUGUAY 1930

Jules Rimet (poi presidente della Fifa sino al 1954) inventa la Coppa del mondo e gli dà il suo nome. In Uruguay sono 13 le squadre partecipanti – l’Italia è assente – con dominio sudamericano. I padroni di casa costruiscono lo stadio Centenario e battono 4-2 in finale l’Argentina, davanti a un pubblico di 93 mila persone! Curiosità: tutte le partite si giocarono nella capitale Montevideo, anche se in tre stadi diversi.

ITALIA 1934

Stavolta l’Italia c’e’, gioca in casa e vince. E’ un successo organizzativo del fascismo, in campo di Giuseppe Meazza e degli oriundi, del c.t. Vittorio Pozzo in panchina. Gli azzurri affrontano due volte la Spagna del portiere Zamora (a quel tempo niente rigori in caso di partità, ma ripetizione del match), l’Austria e in finale la Cecoslovacchia, battuta 2-1 ai supplementari. Il gol decisivo è di Schiavio.

FRANCIA 1938

L’Italia conquista il secondo titolo in altrettante partecipazioni. Il c.t. Pozzo entra nella leggenda con Meazza, affiancato da Piola in attacco. Brasiliani ko con gli azzurri in semifinale (Meazza segna il rigore del 2-0 tenendo con la mano l’elastico dei calzoncini) e la Coppa arriva con il 4-2 all’Ungheria, grazie alle doppiette di Piola e Colaussi. Poi ci si dovrà fermare per lo scoppio del secondo conflitto mondiale.

BRASILE 1950

Dopo la guerra si va in Brasile e i padroni di casa sono sicuri di vincere. L’Italia, orfana del grande Torino dopo la strage di Superga 1949, decide di viaggiare in nave e non si riprende più dall’estenuante viaggio. La Selecao domina il torneo, ma nel girone finale l’Uruguay di Schiaffino e Ghiggia vince 2-1 e si prende il titolo. Il “dramma” si consuma davanti ai 200 mila spettatori del Maracanà: una tragedia nazionale.

SVIZZERA 1954

Nei primi mondiali seguiti dalla televisione risorge una nazione, la Germania postnazista. I panzer perdono 8-3 con l’Ungheria nel girone, ma in finale rimontano due gol ai magiari di Puskas. Finisce 3-2, con il capitano Fritz Walter che alza la Coppa. Italia ancora deludente: fuori al primo turno, dopo la sconfitta nello spareggio contro i padroni di casa che si impongono con un netto 4-1: le ferita di Superga non è stata ancora superata.

SVEZIA 1958

Per regalare il primo titolo al Brasile ci vuole un ragazzo di 17 anni, astro nascente, quel Pelè, che con Didì e Vavà forma un attacco di funamboli incanta il mondo. La finale con i padroni di casa, la Svezia di Liedholm, e’ l’ennesimo show: i verdeoro vincono 5-2. L’Italia è assente, in quanto non riesci a qualificarsi: sarà questa l’unica volta (per fortuna) in cui gli azzurri mancano l’accesso alla fase finale.

CILE 1962

Quattro anni dopo rivince il Brasile (3-1 in finale alla Cecoslovacchia), talmente forte da fare a meno di Pelè, infortunato da metà torneo in poi. Lo sostituisce Amarildo e c’e’ Garrincha. Mondiale triste per l’Italia, che viene fatta fuori dall’arbitro inglese Aston nel match con i padroni di casa del Cile, tra botte ed espulsioni: gli azzurri, in nove uomini, resistono sino a pochi minuti dalla fine, poi il Cile ci manda a casa.

INGHILTERRA 1966

Gli inglesi, per una volta davvero maestri, approfittano dell’edizione promossa in casa per vincere pe la prima volta il trofeo. In finale battono 4-2 la Germania ai supplementari, con il famoso “gol fantasma” di Hurst nei supplementari. All’Italia va ancora peggio: squadra talentuosa, ma non ancora esperta eliminata dal gol del dentista Pak Doo Ik: da allora Corea, in gergo sportiva, significa disfatta.

MESSICO 1970

Uno dei mondiali più belli con l’Italia (campione d’Europa nel 1968) che scrive la storia con il 4-3 in semifinale alla Germania, che ha ispirato anche un film. Con la fatica di 120′ sulle gambe gli azzurri si arrendono all’immenso Brasile di Pelè & C: finisce 4-1 tra le polemiche per la staffetta Mazzola-Rivera a pochi minuti dalla fine del c.t. Valcareggi. La “selecao” fa tris e si porta a casa definitivamente la Coppa Rimet.

GERMANIA 1974

L’Olanda di Cruyff, Krol e Rep stupisce il mondo, ma a vincere è ancora la Germania, 20 anni dopo. I panzer non si fermano davanti al rigore lampo di Neeskens in finale e rimontano con Breitner (penalty) e il bomber Mueller. L’Italia esce subito, condannata dalla differenza reti che invece favorisce l’Argentina. Il bomber Chinaglia manda a quel paese il c.t. Valcareggi dopo un cambio nella gara d’esordio contro Haiti.

ARGENTINA 1978

E’ il Mondiale della dittatura e del 6-0 sospetto dell’Argentina al Perù, che toglie la finale al Brasile. Gli argentini vincono 3-1 ai supplementari contro l’Olanda, ormai senza Cruyff. L’Italia, allenata dal c.t. Bearzot, dà spettacolo con gli emergenti Cabrini e Paolo Rossi, ma Zoff si inchina ai tiri da distante di Olanda e Brasile: un quarto posto comunque di valore, per un gruppo emergente e di valore.

SPAGNA 1982

Quarantaquattro anni dopo, l’Italia torna a sorpresa sul tetto del mondo. Contro il Brasile di Zico, Socrates, Falcao e altri fenomeni Rossi si consacra “Pablito” e l’impossibile è azzurro. Il resto è una cavalcata vincente, con la Germania surclassata 3-1 in finale. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini in tribuna esulta come un ragazzino: il c.t. Bearzot e i suoi “ragazzi” (come amava chiamarli lui) hanno fatto un capolavoro.

MESSICO 1986

Il Mondiale di un solo uomo. Diego Maradona è l’Argentina: tra il gol di mano (non visto dall’arbitro e dai suoi collaboratori) e quello immortale in slalom tra gli inglesi c’e’ tutto Diego. In finale ancora piegata la Germania, indomabile nel rimontare due gol: decide Burruchaga a 7′ dalla fine. Per i sudamericani è il secondo alloro mondiale. L’Italia esce agli ottavi contro l’ultima Francia di Michel Platini.

ITALIA 1990

I mondiali tornano in Italia dopo 56 anni. Spinti dai tifosi, dall’inno “notte magiche inseguendo un gol” di Edoardo Bennato e Gianna Nannini e dall’esplosione di “Toto” Schillaci, gli azzurri emozionano e arrivano con un percorso netto (tutte vittorie e senza gol al passivo) in semifinale, ma i rigori premiano l’Argentina. La Germania vince il terzo titolo, mentre l’Italia del c.t. Azeglio Vicini si consola con il terzo posto, comunque di prestigio.

USA 1994

I rigori di nuovo dannazione azzurra, questa stavolta costano il titolo. Avvio di torneo lento per l’Italia del c.t. Arrigo Sacchi, poi Baggio prende in mano la squadra e la porta in finale con le sue prodezze. Il Brasile di Romario e Bebeto è superiore, ma la vittoria del quarto mondiale arriva dal dischetto, dove sbaglia anche Roberto Baggio. Per il Brasile si tratta del quarto titolo della storia, l’ultimo risaliva a 24 anni prima.

FRANCIA 1998

Il Brasile stavolta ha Ronaldo, ma in finale sembra svuotato (si parlerà anche di un malore negli spogliatoi) “bleus” colpiscono due volte di testa con Zidane, fuoriclasse algerino in una nazionale multietnica: finisce 3-0, Zizou riesce dove ha fallito Platini. Per i transalpini è il primo titolo della storia, la festa dura settimane. L’Italia esce ai quarti proprio con la Francia, i rigori diventano un complesso nazionale.

COREA-GIAPPONE 2002

Il primo mondiale nella storia organizzato in due Paesi, lo vince il Brasile di Ronaldo e Rivaldo. Quinto titolo per la Selecao, la Germania perde ancora all’atto decisivo, la doppietta è del “Fenomeno”. Italia fuori agli ottavi con il “golden gol” coreano di Ahn (giocatore del Perugia), ma anche per l’arbitro Moreno, che ne combina di tutti i colori. A distanza di 36 anni si materializza un’altra Corea: stavolta è quella del Sud.

GERMANIA 2006

L’Italia fa poker, in un mondiale in cui non parte con i favori del pronostico. La squadra azzurra, lacerata dalle polemiche a causa di “Scommessopoli” fatica nel girone iniziale, ma poi ha la strada facilitata dalle sfide contro Australia e Ucraina. In semifinale si compie il capolavoro con la vittoria per 2-0 contro i padroni di casa, mentre nella finale con la Francia questa volta ci premiano i calci di rigore: l’ultimo di Grosso accende il cielo azzurro sopra Berlino.

SUDAFRICA 2010

La nazionale di Marcello Lippi arriva campione uscente, ma alla fine il bilancio è fallimentare, con l’uscita clamorosa nella fase a gironi con avversarie abbordabili come Paraguay, Nuova Zelanda (ai mondiali dopo 28 anni) e Slovacchia (esordiente): per la prima volta nella storia lasciamo la fase finale di un mondiale senza aver vinto neanche un match. Trionfa per la prima volta la Spagna, che batte in una finale tutta europea l’Olanda.

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