Un “piccolo” per tre grandi concerti

Il recupero di un violoncello “tre quarti” al centro di un'iniziativa benefica con la Fondazione Veronesi e l'Associazione Trentina per la Medicina Genomica

Sulle note di un unico strumento, dalla storia spesso singolare, possono “accordarsi” molteplici intenzioni artistiche e anche benefiche. Lo dimostra la vicenda presentata prima di Ferragosto a Trento, nella suggestiva sede dell'associazione Hortus Artieri, dalla nota violoncellista trentina Barbara Bertoldi, presidente dell'associazione di promozione musicale “Lucilla May”. Dopo aver ricevuto in dono da una famiglia trentina un violoncello modello “tre quarti” che apparteneva ad una studentessa di musica poi morta di tumore, la prof.ssa Bertoldi ha visto la possibilità di ridare voce a questo strumento di presunta scuola viennese di fine Ottocento.

Grazie alla competenza del liutaio padovano Alessandro Lanaro, il “piccolo” (come vengono popolarmente chiamati i “tre quarti”) ha riacquistato tutta la particolarità delle sue corde, in particolare la quinta: dopo l'adattamento, era di nuovo pronto per esibirsi davanti ad un attento pubblico assieme agli altri strumenti a corda della “Ensemble degli Affetti”. E' nata allora l'idea di abbinare una finalità benefica a tre concerti programmati nell'ambito della rassegna “Il terzo suono”: il 19 agosto a Folgaria nella chiesa di Mezzomonte, il 20 agosto nella chiesa di Pinzolo e giovedì 21 agosto alle ore 11 presso il Castello del Buonconsiglio il violoncello di Barbara Bertoldi ha prodotto emozionante musica barocca in un programma studiato ad hoc da Andrea Marmolejo Ortiz. Il repertorio è stato infatti costruito attraverso il recupero in archivio di alcuni brani di due compositori del Seicento italiano che hanno avuto più fortuna all'estero che nel nostro Paese, Andrea Matteis e Nicola Falconiero. In conclusione, un travolgente e gioioso brano di Vivaldi a suggellare la finalità benefica che questi concerti – a offerta libera – hanno voluto sostenere.

Il ricavato va infatti a sostenere l'iniziativa della delegazione trentina della Fondazione “Umberto Veronesi”, impegnata a sostenere con apposite borse di studio la ricerca nella medicina genomica: “Quella della cosiddetta medicina di precisione in campo oncologico è una frontiera nella quale il Trentino sta impegnandosi molto – ha spiegato il referente Stefano Chelodi – anche attraverso l'attività condotta dal CIBIO di Rovereto con i suoi 120 ricercatori diretti dal pro rettore Alessandro Quattrone”.

Le borse di studio finanziate dalla Fondazione Veronesi a livello nazionale vanno a sostenere l'attività di ricerca che si alimenta anche con la destinazione alla Fondazione stessa del 5 per 1000, all'insegna della massima trasparenza.

L'ultimo concerto della rassegna “Il terzo suono” è fissato per il 27 settembre alle 18 presso il Museo diocesano di Trento con la presenza dell'ensemble “Concordia”.

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