Chiusa la Maza, cambia la differenziata

Via i cassonetti, arriva il nuovo sistema misto: servizio stradale nei centri storici e porta-a-porta integrata per la periferia

Dopo trent'anni di vita travagliata, a partire dallo scorso 1° settembre la discarica comprensoriale della Maza è stata definitivamente dismessa. Tenendo fede alla parola data ancora a inizio estate, l'assessore provinciale Mauro Gilmozzi ha dunque mantenuto la promessa e decretato la chiusura del sito di Arco, bacino di raccolta dei rifiuti residui provenienti dai sette Comuni dell'Alto Garda e Ledro.

Rifiuti che ora verranno inviati – dopo esser stati triturati – alla discarica di Zuclo, in val Rendena, fino al suo completo esaurimento. A darne notizia, con grande soddisfazione e sollievo, sono stati i vertici della Comunità di valle, da tempo impegnati assieme alla Provincia nel trovare una soluzione all'annoso problema delle infiltrazioni di acqua piovana nei cumuli di immondizia e nel cercare di arginare il più possibile le fuoriuscite di percolato dal sito di stoccaggio arcense.

Si apre così ora un altro capitolo sul tema della gestione dei rifiuti, che vedrà presto la sua concretizzazione nell'attuazione del nuovo sistema di raccolta differenziata pensato dagli uffici tecnici del Servizio tutela ambientale e gestione territoriale della Comunità. Un progetto omogeneo, che inizierà entro fine anno a partire dal Comune di Ledro, seguito da Drena e Tenno e poi via via da tutti gli altri.

Più di 29 mila le famiglie interessate, ossia le utenze domestiche, 3.303 quelle invece non domestiche, cioè esercizi commerciali, uffici, attività artigianali, produttive, scuole ecc. Cui andranno ad aggiungersi anche tutte quelle utenze non residenti, come le seconde case e gli alloggi destinati ad uso turistico. Per loro, non più cassonetti sparsi sul territorio o confinati nelle isole ecologiche – dove il conferimento dell’immondizia da parte dei cittadini era finora avvenuto in modo non del tutto corretto, spesso irrispettoso nei confronti del decoro urbano – bensì un nuovo sistema misto: servizio stradale per i residenti dei centri storici con il conferimento differenziato in campane seminterrate accessibili solo tramite una carta elettromagnetica oppure porta-a-porta integrata nelle zone di periferia con l’assegnazione ad ogni utenza – domestica singola o collettiva, e non domestica – di appositi contenitori e sacchi dedicati per tutte le tipologie di rifiuto.

Resterà invariato invece il sistema di raccolta di rifiuti particolari presso i sei Crm già esistenti, dove l'utenza potrà accedere mediante un sistema di riconoscimento per mezzo di tessera sanitaria. “In questo modo prevediamo di raggiungere in breve tempo una raccolta differenziata di qualità passando dall'attuale media del 60% circa ad un buon 70%”, hanno spiegato il presidente della Comunità di valle Salvador Valandro e l'assessore per la Gestione del territorio Michela Calzà. “Di conseguenza vogliamo ridurre drasticamente il rifiuto residuo, dimezzando quei 150 chili a persona l'anno che fino al 31 agosto scorso venivano conferiti alla Maza. A parità di costi, avremo così finalmente un sistema virtuoso della gestione dei rifiuti, che potrà essere accompagnato anche da altre iniziative, tutte volte alla corretta riduzione di produzione di immondizia”.

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