No punti nascita, sì case di maternità?

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Sanità. Nessun passo avanti in Giunta Provinciale sul piano di riordino portato avanti dall’assessora Borgonove Re. Le due ore di riunione straordinaria di ieri pomeriggio hanno avuto però il merito di attenuare lo scontro all’interno dell’esecutivo con gli assessori di Patt e Upt. Questi ultimi  non condividono la strategia – per ragioni economiche e di sicurezza – di chiudere o depotenziare reparti negli ospedali di valle per concentrare i servizi nei centri maggiori. E’ il caso, in particolare, dell’annunciata chiusura del punto nascita di Tione e di Cavalese. Dalla riunione di Giunta è emerso un compromesso: no ai punti nascita, sì alle cosiddette “case della maternità”. Si tratta di strutture che prevedono la presenza di sole ostetriche. 

Sulla nuova ipotesi resta molto perplesso il padre della neonatologia trentina, il dottor Dino Pedrotti:

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