Uno squillo solidale

Fairphone, lo smartphone attento alla dimensione sociale, introduce nel mercato dell'elettronica di consumo l'attenzione per la provenienza delle materie prime e per i lavoratori

Dallo stagno usato per saldare i componenti elettronici, al tantalio utilizzato per fare condensatori di dimensioni ridotte – il primo estratto da un minerale chiamato cassiterite, il secondo dalla columbite-tantalite, minerale altrimenti noto come coltan: dentro ogni telefonino ci sono una quarantina di minerali diversi, tra cui, oltre ai due citati, tungsteno, rame, ferro, nichel, alluminio, cromo, argento, oro, palladio. Materie prime di cui ignoriamo la provenienza. Eppure molti dei conflitti che alimentano quella che Papa Francesco ha chiamato “la terza guerra mondiale combattuta a pezzetti” nascono per il controllo della produzione di queste preziose materie prime.

Proprio dall'analisi dei conflitti legati alla richiesta di materie prime da parte dell'industria elettronica – e in particolare delle guerre che l'estrazione di minerali come coltan e tantalio alimentano nella Repubblica Democratica del Congo – nasce Fairphone: è uno smartphone, telefono cellulare di ultima generazione, prodotto utilizzando materie prime proveniente da zone prive di conflitti, assemblato da aziende che rispettano i diritti dei lavoratori e concepito per avere una bassa impronta ecologica nelle varie fasi di produzione, fino al riciclo e allo smaltimento. Sono tre organizzazioni non governative olandesi ad avviare il progetto, nel 2010.

L’obiettivo di Waag Society, Action Aid e Schrijf-Schrijf era quello di far crescere la consapevolezza dei consumatori circa l’impiego nell’elettronica di consumo di minerali provenienti da zone di conflitto. “Volevamo stimolare la discussione su cosa significa ‘equo’ e su come arrivare anche in questo settore a prodotti più equi di quelli che ci sono attualmente in circolazione”, dicono quelli di Fairphone. Perché produrre proprio uno smartphone? “Abbiamo deciso di concentrarci sui telefoni perché sono onnipresenti: quasi tutti ne possiedono uno”. Un telefonino dal design accattivante, tecnologicamente al passo, che non ha nulla da invidiare alla maggior parte di quelli in commercio: cosa poteva esserci di meglio per far conoscere alla platea più ampia possibile cosa c’è dietro la produzione?

Nel 2013 è stata costituita ad Amsterdam (Olanda) un’impresa sociale ed è stata avviata la produzione di uno smartphone, battezzato “Fairphone”.

Oltre ad essere attenta alla provenienza delle materie prime, Fairphone ha voluto che i suoi telefoni fossero assemblati da persone che lavorano in un ambiente di lavoro adeguato, ricevendo un giusto salario.

Attenzione è stata posta anche al ciclo di vita del prodotto. Sono milioni ogni anno i telefonini gettati dai consumatori: la maggior parte dei telefoni non è costruita per durare. Alcuni di questi telefoni scartati sono riciclati correttamente, altri finiscono in discariche o sono riciclati in condizioni di lavoro pericolose nei Paesi impoveriti. Il Fairphone è stato progettato pensando al riutilizzo e al riciclo.

Nonostante il nome, il Fairphone è solo in parte “fair”, cioè “equo e solidale”. E' la stessa azienda che lo produce a riconoscere che, ad oggi, non è possibile immettere sul mercato dell'elettronica di consumo un prodotto pienamente rispondente ai rigorosi criteri del commercio equo e solidale: ci sono ancora tantissimi standard sociali ed ecologici che possono essere migliorati nella produzione di smartphone. Il fatto che il telefono sia prodotto con minerali che provengono da zone libere da conflitti non basta a definirlo “equo e solidale”, secondo i criteri che vengono adottati dalle realtà consolidate del commercio equo. Ma il primo passo è stato fatto e il percorso è tracciato.

Gli obiettivi di Fairphone sono ambiziosi: “Vogliamo cambiare il rapporto che le persone hanno con i loro prodotti e contribuire ad un’economia basata su valori diversi”. Finora ci hanno creduto più di 51 mila consumatori, che hanno acquistato il Fairphone, giunto alla seconda versione, disponibile in 35.000 pezzi acquistabili on line sul sito www.fairphone.com al prezzo di 310 euro (il telefono viene distribuito solo in Europa).

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