Buona strada, santità!

Settanta trentini e altoatesini al primo incontro di Francesco con un movimento scout. “Fate strada nella famiglia, nel creato e nella città”, l'invito del Papa al Masci nel 60° di fondazione

Roma, 9 novembre – “Trallallà, trallallà…” e scroscia un doppio battimani. L'immensa Aula Nervi come un fuoco di bivacco, 7 mila persone e un'anima sola, l'anima scout. E' la prima volta che Bergoglio accoglie i discepoli di Baden Powell (alla route estiva dell'Agesci a San Rossore il Papa era intervenuto solo al telefono), si lascia mettere volentieri il fazzolettone al collo.

“Buona strada, santità!” gli augura la presidente del Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, la trevigiana Sonia Mondin, utilizzando un'immagine congeniale a Papa Francesco, come aveva anticipato padre Federico Lombardi (vedi sotto). E l'invito a “fare strada nella famiglia, nel creato e nella città” è proprio la traccia del discorso che volando idealmente di cerchio in cerchio raggiunge gli scout di tutto il mondo (sono presenti anche capi dell'Agesci, degli scout d'Europa e della Federazione Internazionale) e rimarca “la dimensione ecclesiale” di quest'appartenenza. Nella famiglia, dove “anche i figli hanno un compito educativo verso i genitori, l'aiuto reciproco nella fede e nel bene”, sottolinea il Papa; nel creato, in un impegno ecologico “come fate voi”, “per eliminare gli sprechi di una società che tende sempre più a scartare beni ancora utilizzabili”; nella città, infine, offrendo ai fratelli “la vera bussola”, “un cuore orientato con il senso di Dio”.

Lo hanno evidenziato, fra canti e preghiere, le toccanti testimonianze della mattinata condotta da Piero Badaloni (cronista ex scout come il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio): ecco la capo scout calabrese in prima linea fin dalle prime ore dell'emergenza profughi, la coppia di genitori che – dopo la prematura scomparsa del figlio – ha fondato un ospedale in Togo, il gruppo regionale che sostiene i malati di fibrosi cistica. Un servizio civile ed ecclesiale che il Masci, fondato nel 1954 dal pedagogista ligure Mario Mazza per dare continuità adulta allo stile scout, va svolgendo in tutte le regioni con 6100 iscritti (126 in Trentino Alto Adige) operando in rete con altre sigle associative (dall'Azione Cattolica a Libera, dall'Unitalsi a Sant'Egidio), come si è sottolineato nella tre giorni di convegno.

Un'identità forte e chiara, chiamata per il futuro a specializzarsi nella priorità educativa (un convegno sul tema è previsto per il prossimo anno) e a rinnovarsi nelle modalità organizzative: il prossimo statuto, ad esempio, introdurrà la diarchia, ovvero la compresenza maschile e femminile a tutti i livelli di autorità.

La storica udienza finisce in meno di un'ora, senza fuori programma, ma con la tenerezza sempre sorprendente che Bergoglio riserva ai malati e ai bambini. Appare commosso, quando i 7 mila ammutoliscono e alzano le tre dita della mano destra per il solenne “canto della Promessa”: non si tratta di orgoglio scout, ma dell'adesione rinnovata ad una legge che continua a farsi carne, di generazione in generazione.

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