Scintille di speranza

Dal Trentino al Togo e alla Costa d’Avorio, la prospettiva di Solidarmondo è quella di affiancare la gente del posto, promuovendo l’autosviluppo delle comunità locali

E’ una bella storia quella che accende la sua scintilla di luce a Tesero, in Val di Fiemme, nel 2008, e s’irradia poi in un moto di emulazione virtuosa in altri posti del Trentino, a Riva del Garda e in Val di Ledro e altrove. E’ un dato di fatto che Tesero ha un legame storico che è diventato anche un vincolo affettivo con le suore della Provvidenza che a Tesero hanno operato per lunghi anni all’asilo e alla Casa di riposo in un lavoro educativo ed assistenziale che ha coinvolto alcune generazioni.

Quando le suore se ne sono andate concentrando la loro presenza in altri posti, specie nelle missioni in Africa, allora è stata la gente di Tesero a contraccambiare il lavoro e la pazienza educativa profusa nel tempo dalle religiose in paese e in Val di Fiemme, dando vita a progetti di cooperazione in Africa, in Togo ma anche in Costa d’Avorio. Progetti che in loco sono seguiti da religiose come suor Dores Villotti, in Africa da 43 anni, una donna umile e schiva, ma salda come roccia nelle sue convinzioni: come quando osserva che c’è bisogno di “amici che si mettono non davanti, ma a fianco della gente africana per camminare assieme”.

E’ quello che fanno le amiche e gli amici di Solidarmondo (a Tesero, a Riva, a Ledro, a Molveno, a Civezzano, e insieme all’associazione “Stella Bianca” in Val di Cembra) che da anni ormai s’inventano e organizzano marce della solidarietà, aperitivi, lotterie, concerti e serate, raccolta di materiale utile, mercatini in estate e in inverno, per uno scopo che ritengono degno per impiegarvi fantasia e fatica, amicizia e tempo. Si dà ma anche si riceve in termini di appagamento interiore e vera soddisfazione personale perché far del bene fa stare bene.

Sono nati così e si sono sviluppati gradualmente progetti come “Dare vita alla vita” che a Kouvè – nella regione dello Yoto – in Togo si prende cura delle mamme che stanno per partorire. Come sopravvivere al parto riducendo la mortalità materna e garantire attenzione e salute a madri sieropositive o malate di Aids perché, senza la trasmissione del virus, la vita che danno al loro figlio sia vera vita, è un lavoro che vede suor Dores quotidianamente in prima fila in uno spendersi senza riserve in umanità e con professionalità. Sono attivati alcuni ambulatori, un reparto di pediatria e di medicina generale; si insiste su un accompagnamento psicologico delle madri, il crearsi di gruppi di mutuo-aiuto e incontri di formazione per aiutarle a vivere meglio la loro condizione.

E c’è anche Maria Assunta Zecchini, infermiera, di Ledro, da 40 anni in Africa, che gestisce un dispensario a Lomè e che ha sposato un medico del posto. L’ottica di fondo dei volontari di Solidarmondo è quella di attivare prospettive di speranza nella gente del posto, nella scia dell’autosviluppo delle comunità locali. In questo sono consapevoli di avere in loco persone fidate che conoscono dal profondo le donne e gli uomini africani, che sanno quindi esprimere le esigenze reali con un riscontro puntuale e una corretta documentazione dei risultati che si raggiungono.

Il ritorno del “Tam tam di speranza” di Tesero che ha cominciato a suonare grazie anche alla sensibilità di Maria Rosa Doliana, si è diffuso in questi anni in tante parti del Trentino permettendo la realizzazione di progetti di solidarietà e cooperazione molto importanti soprattutto in Costa d’Avorio e in Togo. Proprio nella prospettiva dell’autosviluppo, anche con il sostegno dei contributi provinciali è stato da poco avviato un Liceo professionale, per insegnare un mestiere alle ragazze e ai ragazzi. Dal gruppo di Riva si organizza la spedizione di un container ogni anno con viveri, medicinali, materiale scolastico e si progetta di realizzare un forno-panificio per una zona abitata da 150 mila persone.

La creazione, ora in corso d’opera, di una micro-impresa nel settore zootecnico-agricolo per il finanziamento di un Centro sociale a Lomè con il nome “Soleil levant” (Sole che sorge, che è anche un bellissimo e benaugurante quadro di Claude Monet) apre alla speranza di un futuro migliore voluto con tenacia e perseveranza. E così Kouvè (che letteralmente nella lingua locale significa “valle della morte”) ha ricominciato a prendere vita e speranza anche grazie alla viva ed entusiasta partecipazione dei volontari trentini. Perché, come si legge nel Vangelo, tutti abbiano vita, e vita in abbondanza.

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