Tutela del territorio, tra natura e cultura

Immersa tra i vigneti terrazzati, sentieri naturali che profumano di erbe selvatiche, campi a valle, antichi molini, masi e strade che si snodano lungo percorsi boschivi, la valle di Cembra ha fatto tesoro di questo patrimonio di storia e natura con un progetto davvero significativo per il territorio. Nel 2011 è nata così la Rete delle riserve “Alta Val di Cembra-Avisio”, iniziativa ha preso le mosse dalla legge provinciale che incentiva la gestione condivisa delle aree protette attraverso una delega ai comuni e alle Comunità (L.P. 23 maggio 2007 n.11).

Fare rete ideando percorsi condivisi verso obiettivi comuni è il segreto di questa realtà alla quale hanno aderito i comuni di Grumes (ente capofila), Faver, Capriana, Grauno e Valda insieme alla Provincia Autonoma di Trento, la Comunità della Val di Cembra, la Magnifica Comunità di Fiemme e l'Asuc di Rover Carbonare. Un sentire comune e la convergenza di visioni ha portato le cinque piccole comunità verso la firma di un accordo di programma corredato da un piano di gestione per individuare servizi e attività volti alla tutela del territorio e mirati alla promozione dell’educazione e sensibilizzazione ambientale.

Lo scorso 1° dicembre è stato rinnovato l'accordo accogliendo una nuova realtà nella Rete: il Bim dell'Adige. “Questa data è significativa per noi, perché ci permette di portare avanti azioni già intraprese nei primi anni e pensare a nuovi progetti”, ha ricordato Paolo Piffer, direttore e coordinatore tecnico della Rete che, avvalendosi di esperti, accompagnatori di territorio e guide alpine propone laboratori, momenti formativi e percorsi benessere.

Scoperta della natura ma anche didattica, ricerca e innovazione: una mission in linea con la filosofia del gruppo costantemente impegnato nella pianificazione di attività per promuovere la conoscenza dell'ambiente, in particolare delle aree protette, e tutelare le peculiarità e le eccellenze presenti in questi angoli caratteristici del trentino. “Altro obiettivo della Rete è riqualificare antiche strutture in degrado come baite, antichi molini, bivacchi e adibirli a centri didattici”, ricorda il coordinatore tecnico.

La Rete delle riserve ha avviato un'intensa collaborazione con le scuole del territorio dando una nuova destinazione d'uso a strutture come l'Ostello di Grumes e Molin de Portegnach divenuti veri e propri centri formativi per i giovani. Non solo, anche gli antichi molini che si incontrano lungo i sentieri, tra i canyon e le vallette hanno dato l'ispirazione a nuove esperienze di apprendimento e scoperta della natura: lungo il sentiero dei vecchi mestieri, sentiero botanico-naturalistico e il sentiero dei confini si incontrano appositi pannelli descrittivi lungo i sentieri con le indicazioni delle aziende agricole vicine e le origini dei loro prodotti.

Anche questo è un ottimo modo per creare una sinergia viva tra territorio, sviluppo e tutela della natura in un'ottica sostenibile. “Assieme ad un importante lavoro di ricerca che può portare innovazioni significative in grado di dare risposte al territorio, la conservazione dell'ambiente è il principale obiettivo della Rete”, commenta il sindaco di Grumes Simone Santuari.

Il desiderio di fare, la voglia di progettare il futuro attraverso la collaborazione tra le comunità sono il punto di forza della Rete e di fronte ai fatti, ricorda Piffer, “ anche la gente esprime apprezzamento nel vedere il proprio ambiente valorizzato”.

Il passo successivo guarda proprio al futuro con l'obiettivo di informare la popolazione sulle azioni e i progetti intrapresi in questi anni e quelli nuovi. Nella primavera 2015 è prevista l'apertura di un Info Point chiamato “Green Grill” nei pressi del comune di Grumes, facilmente accessibile. Sarà possibile chiedere informazioni turistiche, conoscere le principali strutture ricettive, le offerte di corsi e laboratori didattici. Una vetrina sul territorio con uno spazio dedicato alla promozione dei prodotti enogastronomici locali.

“Stiamo puntando ad una comunicazione forte”, conclude Paolo Piffer. “Siamo partiti dai fatti, adesso è importante far conoscere cosa è stato fatto e le novità attraverso incontri pubblici nei comuni aderenti alla Rete”.

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