Sulle orme di Emma, la prima donna rurale della Val di Non

Il gruppo delle donne rurali di Coredo nell’antica pieve
L’anno appena trascorso non sarebbe potuto terminare senza un ricordo, a 100 anni dalla nascita, di una tenace e illuminata lavoratrice della Valle di Non a cui si deve la fondazione, nel 1953, del primo movimento nazionale delle donne impiegate in agricoltura, ovvero il ramo femminile della Coldiretti comunemente denominato Donne Rurali.

Emma Schwarz, come si deduce dalla ricerca presso l’archivio della Pieve di Smarano, nacque poco più di cento anni fa, il 27 giugno 1914. Emma è stata stata una figura di rilievo nel panorama cattolico italiano del dopoguerra. Soprattutto, ebbe la forza di spingere in maniera determinante, per far promulgare leggi a difesa e tutela del mondo lavorativo femminile.

In concomitanza con i festeggiamenti per il sessantesimo compleanno del movimento Donne Rurali del Trentino, la figura di Emma Schwarz, alla quale, tra l’altro, è dedicata una via di Smarano, è stata ricordata in vari momenti. Tra questi la visita ad alcune realtà agricole della zona, predisposti dal nutrito gruppo delle Donne Rurali di Coredo guidato da Adriana Busetti, unitamente alle parrocchie, associazioni locali e direttivo provinciale.

Di particolare significato la commemorazione presso la sua tomba al cimitero di Smarano e nell’antica pieve Santa Maria di Coredo, con alcuni momenti di riflessione guidati dai sacerdoti “rurali” don Ruggero, assistente provinciale della Coldiretti, don Tullio e il parroco don Franco.

Una storia ancora viva, quella di Emma Schwarz, che continua a parlarci attraverso il lavoro ispirato ai valori del Vangelo, lasciandoci in eredità le parole incise sulla sua memoria “Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi e magnifica è la mia eredita” (Salmo 15).

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