“Fusioni per valorizzare le risorse esistenti”

Il tempo stringe perché il termine ultimo per la presentazione di eventuali progetti di fusione è fissato per il prossimo 30 marzo. Per questo, martedì 20 gennaio, è stato organizzato un incontro a Padergnone sulle prossime elezioni amministrative in vista di aggregazioni municipali contigue da avviare, considerati ad ampio raggio i pro e i contro di un ventaglio di prospettive, ancora parzialmente nebulose se non imprevedibili, per le quali la valle sarà chiamata a esprimersi democraticamente in tempi brevi.

Il dibattito non ruota in maniera riduttiva intorno all’imperativo del risparmio generale. Rischia, però, di convincere la cittadinanza che l’obiettivo da raggiungere non consta anzitutto in una migliore e più efficace distribuzione dei servizi disponibili sul territorio provinciale quanto piuttosto in una loro rimodulazione o estinta erogazione. “Le fusioni in Valle dei Laghi si giocano sulle sfide future che non dipenderanno dall’entità delle risorse esistenti, ma dalla loro valorizzazione”, ha palesato il vertice di Comunità Luca Sommadossi.

Disquisendo di “forza del territorio”, fermo restando l’utilità dei processi partecipativi allargati, il presidente ha fissato un cardine strategico: l’unione della valle su alcuni obiettivi chiari, raggiungibili e condivisi supportati da appropriate politiche di gestione unitaria. Quando le risorse economiche vengono meno, ha osservato ancora Sommadossi, il decentramento – e quindi più ampi margini di responsabilizzazione popolare – può essere una soluzione che dipende essenzialmente dall’unità delle amministrazioni.

Ad oggi, in Alto Adige si contano 116 municipi, in Trentino 217, a parità di abitanti e con densità demografiche simili. E la curva dei costi unitari in groppa alle amministrazioni comunali trentine, così come spiegata alla modesta platea di Padergnone dal consigliere provinciale Alessio Manica, risulta ottimale in realtà dimensionate dai tremila e ai cinquemila abitanti. Questa la soglia minima all’orizzonte, seppur distante per valli come la Rendena, che la popolazione trentina, e non le singole Giunte, sceglierà o ha già preferito recandosi alle urne.

Topiche le parole dell’unico sindaco della valle dei Laghi presente all’incontro, Eugenio Simonetti di Lasino: “In sei messi abbiamo fatto passi da giganti in questa valle, ma non dimentichiamo la fatica provata per dare alla luce solamente la gestione associata dei tributi”.

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