“Sarà un luogo aperto a tutti”

Viene inaugurata sabato pomeriggio in via della Terra la Casa delle Donne, spazio di dibattito e confronto voluto dall'associazione “Osservatorio Cara Città”

A Trento nel 1972 nacque il primo collettivo femminista in Italia, composto da alcune universitarie che volevano far sentire la propria voce negli anni della ribellione sessantottina. Oggi pochi conoscono la storia di questa prima esperienza italiana, ed è anche per questo che l'associazione “Osservatorio Cara Città” ha deciso a dare vita in via della Terra 27 a Rovereto, a una Casa delle Donne dove ci si ritroverà per portare avanti, sia dal punto di vista culturale sia sociale, quello che è il pensiero femminista, riscoprendone la storia e le sue protagoniste.

Ma non solo. “Sarà uno spazio dove ci si potrà ritrovare a leggere insieme, dove saranno ospitati incontri culturali e letterari e mostre di quadri, oltre a mantenere vivo il dibattito cittadino su quanto accade a Rovereto, e non solo”, spiega Rita Farinelli, presidente dell'Osservatorio Cara Città, un gruppo formato da persone con alle spalle percorsi di vita differenti, nato con l'idea di promuovere il confronto fra donne su realtà culturali, politiche e sociali, e per costruire una trama di relazioni con il contesto circostante.

Non sarà però un luogo riservato soltanto alle donne; anche gli uomini potranno (e dovranno…) partecipare agli eventi e alle attività organizzate al suo interno. “Anche altre associazioni potranno utilizzare i nostri spazi proprio perché il nostro obiettivo è quello di creare un luogo di confronto e dibattito”, spiega Farinelli che punta soprattutto sulle giovani donne per rendere vivo questo spazio.

È a loro che il gruppo, costituitosi attorno all'Osservatorio Cara Città, dovrà lasciare il testimone, con tutta la storia che ne consegue. Un tesoro di testimonianze e ricordi che già dal 2007 l'associazione ha iniziato a raccogliere in un archivio per conservare la memoria delle donne e dei movimenti femminili a Rovereto e in Vallagarina. “I giovani affrontano alcuni temi in modo diverso dal nostro, ed è anche per questo che vogliamo incentivarne la partecipazione”, continua la presidente. “La nostra Casa dunque sarà aperta a tutti, e soprattutto alle giovani donne, che vogliano darsi da fare per mantenere attiva la città”.

Via libera a presentazioni di libri, incontri, musica e poesia. Sempre con un occhio di riguardo alle tematiche di genere e alla storia dei movimenti femministi degli anni '70. “Dopo diversi anni trascorsi ospitati dalla Casa della Pace, sentivamo la necessità di trasferirci in un luogo tutto nostro, dove continuare le attività che stiamo portando avanti da anni per analizzare il ruolo e l'identità delle donne”, conclude Rita Farinelli che sarà presente all'inaugurazione di questa nuovo spazio di elaborazione politica femminile.

A tagliare il nastro, sabato 28 febbraio alle 16.30, ci sarà anche la piccola Caterina assieme a Lidia Menapace, una delle più importanti rappresentanti italiane del femminismo e della Resistenza.

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