Migranti, dialogo e accoglienza

Dalla preoccupazione al dialogo, dalla diffidenza alla vera accoglienza. Tutto ciò sta sperimentando la comunità di Baselga di Pinè che da alcuni giorni ha accolto un gruppo di 18 migranti e richiedenti asilo in una struttura ricettiva di Miola, il garnì Villa Lory. Dieci di loro arrivano dal campo di Marco e otto da Castelfondo; sei sono del Senegal, quattro dal Bangladesh e quattro dalla Nigeria, due dal Ghana, ed uno da Gambia e uno dal Mali. Quattordici hanno meno di 26 anni e solo 4 tra i 40-45 anni; provengono dalla Libia, dove erano impegnati in varie occupazioni (studenti, agricoltori, muratori, dj, sarto e meccanico).

A inizio febbraio si è evidenziata anche sull'Altopiano di Pinè la disponibilità di una struttura privata, e l'assessora provinciale Donata Borgonovo Re ha comunicato al sindaco di Baselga Ugo Grisenti l'intenzione d'ospitare qui dei giovani rifugiati in arrivo dalle strutture di Marco e Castelfondo. Una decisione che ha sollevato da prima dubbi e perplessità in una comunità già provata dalla crisi occupazionale e dalla perdita di lavoro nel settore estrattivo e dell'edilizia. Preoccupazione espressa anche nella raccolta di 500 firme in calce a una petizione e durante un burrascoso incontro tenuto nella sala pubblica di Miola.

Ma il progetto non si è fermato, portando all'arrivo di 18 profughi nella struttura ricettiva pinetana, e alla nascita di nuovi progetti d'accoglienza e sensibilità nella comunità locale, parrocchie e gruppi di volontariato. È stato dapprima il “Gruppo Giovani Pinè”, guidato dalla giovane assessora del comune di Bedollo Samantha Casagranda, a incontrare i coetanei africani in una serata conviviale, proponendo poi un incontro di riflessione con tutta la comunità.

In una serata dai toni sereni e collaborativi, sono intervenuti i tre giovani operatori del “Centro Astalli Trento” Noel, Gloria e Chiara, i quali, dopo un’introduzione generale sulla drammatica realtà dei rifugiati e richiedenti asilo – nel mondo sono oltre 40 milioni di cui solo il 6% passa per l’Italia -, hanno illustrato le prime azioni e gli interventi avviati nella “piccola comunità straniera” di Miola. Per i migranti è già avviato un primo corso d’italiano, a cui seguiranno delle lezioni sugli aspetti legali, sanitari, lavorativi e civili della loro permanenza in Italia (in attesa che la commissione di Verona decisa sul loro status di rifugiato politico), e in tanti hanno espresso la volontà di “dare una mano”.

Il benvenuto ufficiale ai 18 profughi è giunto giovedì scorso nella sala del consiglio comunale dove il sindaco Ugo Grisenti e il presidente dell'assemblea Alfonso Giovannini hanno espresso la volontà dell'amministrazione comunale di avviare la conoscenza reciproca ed il dialogo. Lo spunto per illustrare il territorio pinetano è stato offerto dal grande affresco posto sulla parete della sala consiliare che rappresenta il settore lavorativo, economico, culturale, turistico e sportivo del Pinetano.

Come confermato dal sindaco Grisenti, nei prossimi giorni saranno messe a punto altre azioni e momenti d’incontro, avviando con i profughi brevi tirocini lavorativi non stipendiati impegnandoli nella cura del verde, di orti o degli arredi pubblici. Alfonso Giovannini, ricordando la sua esperienza lavorativa in Svizzera, ha espresso l'augurio ai giovani stranieri di poter tradurre in realtà i loro sogni di vita.

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