Più informazione, più donazioni

Si sta lavorando – spiega la responsabile provinciale del Coordinamento Trapianti e Donazioni – a definire il progetto che dovrebbe consentire a tutti i cittadini di poter dichiarare le proprie volontà presso gli uffici anagrafe dei propri Comuni”

Si può – anzi si vuole – fare molto di più. Il Trentino vanta dati eccellenti nelle donazioni di organi (anche in virtù del sistema regionale dei trapianti), ma dovrebbe migliorarli. Lo chiedono da anni le associazioni dei malati (soprattutto quanti soffrono in lista d'attesa), ma ci sta puntando anche l'Azienda sanitaria. A partire da una maggior facilità nel dichiarare la disponibilità alla donazione d'organo: dal 2001 infatti essa si può depositare presso gli uffici preposti dei Servizi sanitari, dai quali viene trasmessa al sistema informativo (SIT) del Ministero della sanità. Ma questa procedura è ancora poco conosciuta, quindi meno praticata del necessario.

Al Coordinamento Aziendale per le attività di trapianti e donazioni dell'APSS si ragiona da qualche anno attorno ad un coinvolgimento delle amministrazioni comunali, affrontando non pochi ostacoli d'ordine tecnico e anche politico: “Ci sono competenze statali con le quali ci siamo confrontati anche nell'ultimo anno e mezzo – spiega la responsabile provinciale del Coordinamento, la dott.ssa Lucia Pilati – ma ora finalmente si sta lavorando a definire il progetto che dovrebbe consentire a tutti i cittadini di poter dichiarare le proprie volontà presso gli uffici anagrafe dei propri Comuni”. Che rappresentano effettivamente i passaggi obbligati, gli sportelli con i quali tutti prima o poi entrano in rapporto e possono essere invitati – con un'informazione mirata e una procedura snella – a comunicare la propria disponibilità a donare gli organi, da inoltrare poi in via informativa al SIT.

E’ un obiettivo importante, perseguito da tempo. “Già nel 2009 – ricorda la caposala Franca Dallapè – avevamo avviato contatti con vari Comuni, ottenendo in qualche caso disponibilità a collaborare per trovare modalità più rapide e diffuse”. Un ulteriore spinta è arrivata anche da una normativa nazionale, alla quale si è ispirata, ad esempio, la Giunta comunale di Villalagarina che nel gennaio scorso ha assunto una delibera ad hoc, non ancora però applicata – opportunamente – in attesa delle indicazioni annunciate a livello provinciale nel dialogo col Ministero.

La associazioni dei donatori conoscono bene l'importanza di questo passaggio: “Da anni stiamo attendendo – osserva l'avv. Luca Pontalti, presidente trentino dell'AIDO – ma purtroppo dobbiamo ancora registrare blocchi posti a livello ministeriale per problemi legati alle competenze e alla disciplina della privacy”. E così – stante la poca informazione sulle possibilità di dichiararsi in anticipo donatori – sono ancora troppo spesso genitori e familiari a dover indicare questa scelta.

Un sistema più snello, articolato presso gli uffici anagrafe, farebbe fare qualche nel passo avanti anche alla cultura della donazione, che non sarà mai troppa.

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