“Così la Chiesa parlerà al mondo”

dida1 : Il card. Ravasi alla presentazione del padiglione della Santa Sede: “interverremo nei dibattiti sulle questioni cruciali del pianeta”

dida 2: E' curata dalla regista trentina Lia Giovanazzi Beltrami la rassegna di immagini dal titolo “Ferite del cuore, ferite del pianeta”

La presenza di un padiglione della Santa Sede all'Expo Milano 2015 non è certo una novità, giacché da Pio IX a Benedetto XVI la Santa sede ha voluto prender parte alle esposizioni internazionali per far sentire la sua voce e offrire la sua testimonianza su temi delicati e densi di futuro proposti di volta in volta. Lo ha dichiarato il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura in occasione della presentazione alla stampa dell'iniziativa martedì 14 marzo, alla presenza di mons. Domenico Pompili, sottosegretario della Cei e mons. Luca Bressan vicario episcopale di Milano. Oltre che per confermare l'importanza del prendere parte alle discussioni sulle questioni cruciali relative alle modalità dell'abitare il pianeta e di custodirne il futuro, la Chiesa presenzia per proporre, anche attraverso il linguaggio estetico e le opere d'arte che la fede cristiana ha saputo generare nei secoli, in modo originale e creativo, il proprio messaggio culturale e spirituale.

Il suo messaggio intende richiamare l'attenzione dei visitatori sulla rilevanza simbolica del nutrire e sulle potenziali di sviluppo antropologico del tema, compreso nella sua ampiezza e complessità.

Il padiglione avrà come titolo due brevi citazioni bibliche: “Non di solo pane” e “Dacci oggi il nostro pane” che rimandano ad una visione ampia e integrale, non riduttiva, dei bisogni umani e ad una concretezza che non dimentica la quotidianità con le emergenze ed esigenze.

Le quattro dimensioni evidenziate nel “Theme statement” e nell'allestimento (un giardino da custodire, un cibo da condividere, un pasto che educa, un pane che rende Dio presente nel mondo) rimandano a precise affermazioni e prese di posizione di Papa Francesco.

Nel messaggio per la Giornata mondiale dell'Alimentazione del 2013 scriveva che “è uno scandalo che ci sia ancora fame e malnutrizione nel mondo”, che la sfida di queste due condizioni di vita “non ha solo una dimensione economica o scientifica, che riguarda gli aspetti quantitativi e qualitativi della filiera alimentare, ma ha anche e soprattutto una dimensione etica e antropologica”. Educarci alla solidarietà significa allora educarci all'umanità: edificare una società che sia veramente umana vuol dire mettere al centro, sempre, la persona e la sua dignità, e mai svenderla alla logica del profitto”.

Si tratta di dimensioni (solidarietà e fratellanza) che la Chiesa invita a riscoprire per imparare insieme a custodire il pianeta e dare un futuro di speranza all'umanità. La Santa Sede e la diocesi ambrosiana, come ha annunciato Pompili, intendono far conoscere inoltre l'attività delle realtà ecclesiali per garantire l'alimentazione a chi ne è privo in termini di progettualità sviluppate dalla rete delle Caritas sul piano culturale circa il corretto uso dei beni alimentari e attraverso processi e percorsi per il reperimento delle scorte alimentari. Milano intende portare, come ha sottolineato Bressan, ciò che di unico ha e cioè il legame con il territorio che ospita e anima la manifestazione, intervenendo in tutte le sedi e in tutte le strade e piazze della metropoli per incontrare cittadini e visitatori, aiutando ad risvegliare domande e riflessioni critiche per cogliere il senso dell'esistere, la dimensione mistica e l'apertura di Dio.

Nel padiglione le contraddizioni di un'umanità in ricerca sono raccontate da fotografi, viaggiatori e giovani di tutto il mondo attraverso una rassegna fotografica curata dalla regista trentina Lia Giovanazzi Beltrami, ex assessore provinciale ed ora responsabile di Aurora Vision. Un'onda di storie su una delle pareti fatta di sguardi e volti, dal titolo “Ferite del cuore, ferite del pianeta” accoglie il visitatore coinvolgendolo attraverso la proiezione di 86 fotografie nella narrazione di un'umanità sofferente e frammentata. Nella parete opposta all'onda fotografica, tre schermi giganti raccontano la visione cristiana della carità, della condivisione, della solidarietà che diventa fraternità, del pane spezzato che si trasforma in nutrimento per gli affamati, del dono che restituisce la dignità alla persona e della ricchezza che trasmettono il povero e la sua condizione di indigente. Pure i tre film “Acqua, Cibo, Dio”, sono stati realizzati da Aurora Vision sotto la regia di Lia Giovanazzi su un'idea, in antrambe le rassegne, di mons. Giampietro Dal Toso, presidente di “Cor Unum”.

Il primo cardinale ad entrare nel sito Expo, la prima autorità a visitare il quasi ultimato padiglione della Santa Sede e ad ammirare la scritta in arabo (non di solo pane) che campeggia, fra le altre in diverse lingue sulle pareti della struttura, è stato l'arcivescovo di Milano Angelo Scola, lunedì scorso, dichiarandosi assai soddisfatto. E' una Chiesa quella che si presenta ad Expo, che vuole dialogare con tutte le religioni per ridurre la fame nel mondo.

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