“La gabbianella” fa prendere il volo

Nuovo spettacolo della Filodrammatica dei Piccoli. Due le repliche, con il ricavato che andrà a favore dei progetti dell’associazione “Africa Rafiki” di Tione

Gli attori della Filodrammatica dei Piccoli di Condino sono alla loro sesta fatica. Ogni primavera, da poco più di un lustro, si impegnano infatti per preparare nuovi spettacoli per bambini il cui ricavato va a favore di altri bambini e ragazzi che nel mondo hanno molto meno di loro.

Il gruppo, costituito da una ventina di scolari che vanno dalla terza alla quinta elementare, si ritrova ogni venerdì pomeriggio, dalle 17 alle 19, dai primi mesi d’autunno fino a maggio, per allestire un nuovo spettacolo da offrire al proprio affezionato pubblico. Quello scelto per questa stagione teatrale è una pièce liberamente ispirata al testo elaborato da Marco Ceccarelli de “La Gabbianella e il Gatto”.

Quest’anno la Filodrammatica dei Piccoli “El Grotel” di Condino, coordinata come sempre dalla regista Piera Bugna e dalla costumista e scenografa Francesca Zamboni, ha inoltre deciso di devolvere il ricavato dello spettacolo a favore dei progetti dell’associazione “Africa Rafiki” di Tione di padre Franco Cellana, che, originario della val di Ledro, da decenni opera in Kenya a sostegno della popolazione locale.

L’impegno messo nell’allestire lo spettacolo da parte delle organizzatrici e dai bambini nell’imparare la propria parte viene ripagato con lo svilupparsi, piano piano, di una forte amicizia nel gruppo, corroborata anche da tante torte e dolcetti confezionati dalle brave mamme, portati a turno dai vari bambini per rifarsi dalle fatiche delle prove.

C’è inoltre un altro effetto positivo dello stare assieme in questo modo: “C’è chi inizia titubante o timido, ma poi nel tempo la timidezza svanisce”, spiega Piera Bugna. “Entrando nel personaggio ti dimentichi di essere quel bambino o quella bambina, ma ti curi di fare quello che ti dicono ed entrare nella parte”. Piera Bugna ammette di essere esigente come regista; al contempo, nota però, al di là di quel che normalmente si crede, che i bambini, molto più degli adulti accettano volentieri di essere guidati, mostrando concentrazione e impegno nel memorizzare.

Lo sforzo di doversi misurare davanti agli altri e, al momento dello spettacolo ufficiale, di stare davanti al pubblico, porta infine con sé altri benefici “collaterali”: “Alcuni bambini che partono col teatro, se magari a scuola avevano un atteggiamento di chiusura nel momento in cui dovevano esporre qualcosa davanti alla classe, perdono man mano questa loro paura e riescono ad aprirsi”, spiega ancora la regista.

Scopo del gruppo, conferma Bugna, è proprio quello di imparare ad aiutarsi: i bambini sono invitati ad essere solidali e incoraggiarsi l’un l’altro, magari suggerendo la battuta all’amico anziché prendere in giro chi non la ricorda. Così facendo anche chi è vivace impara a stare nel gruppo e non voler attirare l’attenzione su di sé, mentre gli altri ad accettare meglio quel bimbo.

Quest’anno il motto del gruppo è “Vola solo chi sa farlo!”. “Una frase del copione – conclude Bugna – che significa che se tu sei spronato a fare una cosa ma hai titubanza a farla, il gruppo ti aiuterà a riuscirci”.

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