“La nostra (buona) scuola”

Sul trilinguismo: «Non sarà una politica che ingenera mancanza di stabilità nella scuola. Ma pensiamo al al trilinguismo anche tra i cittadini».

Precari, concorso o no? “Con grande serenità dobbiamo sederci al tavolo. Dando a tutti la possibilità di poter concorrere e mettersi in gioco”.

Recepimento “buona scuola” in Trentino: “D'accordo con gli organici potenziati, ma senza svilire la professionalità dei docenti”

Fiera roveretana, lo si coglie da quelle inconfondibili vocali chiuse, pedigree universitario bolognese con laurea in economia, Livia Ferrario passerà alla storia dell'autonomia come “la” dirigente di piazza Dante. E non per questioni di genere. Quanto per meriti acquisiti sul campo. Al punto che il governatore Rossi, il quale da ex assessore già l'aveva testata sul terreno minato della sanità, pensò bene, due anni fa, di trasferirla al settore scuola, università e ricerca, quello targato “Dipartimento della Conoscenza”. «Ma molti dimenticano il mio esordio, fondamentale», ricorda in avvio della puntata di “Radiografia” a lei dedicata, venerdì 22 gennaio, su Trentino inBlu.

Cioè?

Sono “nata” in Provincia nel 1990 sugli Enti locali. Ho avuto la fortuna di lavorare per la norma di attuazione sulla finanza locale. Quindi a stretto contatto con i Comuni, arrivando a conoscere bene il territorio. Un periodo molto ricco, una grande opportunità.

Poi la sanità e quindi la scuola. Non senza qualche motivo di perplessità: non servono "specialisti" per questi settori?

Un dirigente scolastico ha commentato: non è un uomo di scuola. E infatti sono una donna! (ride divertita, n.d.r.). L'incarico mi ha fatto molta paura perché pensiamo ai nostri ragazzi come al nostro futuro. Le competenze di un dirigente generale sono organizzative, per dare attuazione agli obiettivi politici. Poi entrano in gioco strutture di straordinarie competenza. In ogni caso, ti appassioni e studi.

A chi dice che è lei il vero assessore all'Istruzione di questa Giunta, cosa risponde?

Tengo moltissimo al rispetto dei ruoli istituzionali e quindi al mio ruolo tecnico. Il Presidente c'è eccome, sulla scuola, mi creda.

Lei è abituata a gestire molto denaro pubblico. Se la sanità drena un terzo del bilancio provinciale, la scuola non molto meno…

Scuola dell'infanzia a parte, parliamo di oltre 66 mila studenti (fra elementari, medie e superiori, n.d.r.) con 7.500 insegnanti, uno ogni 8,8 studenti. Penso sia la terza componente del bilancio provinciale con quasi 700 milioni annui. Su un bilancio di 4 miliardi la proporzione è presto fatta.

Quell'8,8 vuol dire qualità?

In Italia siamo al 9,7, in Europa al 15. Non è un parametro di valutazione esclusivo, ma fa pensare.

Questa è la legislatura del trilinguismo. Polemiche esaurite? A che punto siamo?

A buon punto, anche se serve gradualità e misurazione attenta dei risultati. Dal punto di vista tecnico ci rafforza l'idea che se non sai le lingue non trovi lavoro, non sei cittadino d'Europa. Siamo una terra che vive di turismo, dobbiamo dare ai nostri ragazzi le opportunità necessarie.

Vorremmo (interviene al telefono Stefania Galli, segretario della Cisl Scuola, n.d.r.) una maggiore attenzione ad alcuni aspetti legati al personale. Ad esempio la questione Clil, con le aspettative di coloro che hanno la competenza in lingua, ma anche quella più che legittima di chi ha la competenza nella materia da insegnare e rischia di essere scavalcato da altri colleghi non con la stessa formazione….

Certo, servirebbe più confronto, ma è chiarissimo che il trilinguismo non deve diventare una politica che ingenera mancanza di stabilità nella scuola. Si arriverà alle prime ore di Clil a regime nel 2020, anche in ragione dei pensionamenti, in modo che i cambiamenti nella dotazione dei docenti avvengano senza che nessuno perda il posto.

Le risorse per il trilinguismo davvero non tolgono nulla al resto del comparto?

Ci avvaliamo del Fondo sociale europeo: trentasei milioni sono per il piano del trilinguismo. Vi attingiamo per la formazione dei docenti, per gli “scambi” degli alunni all'estero e una fetta per una prossima “intrusione” del trilinguismo tra i cittadini: ad esempio con l'offerta di film in lingua originale con sottotitoli. Oppure un trentino va al proprio museo e si fa accompagnare da una guida in lingua straniera…

Questione personale: gli 830 abilitati, ma precari, avranno diritto o no al posto stabile senza ulteriore concorso?

Questione complessa. La giusta cornice è che abbiamo una proiezione di posti vacanti decisamente inferiore. I concorsi sono sempre previsti. E non tutti gli abilitati corrispondono alle classi di concorso vacanti. Con grande serenità dobbiamo sederci al tavolo. Dando a tutti la possibilità di poter concorrere e mettersi in gioco. Chi ha fatto TFA e PAS non ha altrettanto riconoscimento giuridico come chi ha fatto il SSIS. Il 29 gennaio torniamo al tavolo sindacale.

Scuola e universo digitale: un dirigente scolastico ha proposto di vietare l'accesso ad alcuni social. D'accordo?

I ragazzi sono più avanti di quanto pensiamo ed hanno un approccio diverso da noi, che richiede rispetto. Ma sono d'accordo che questi strumenti diventano totalizzanti e questi ragazzi non si guardano più negli occhi.

Potrebbe maturare una direttiva provinciale?

No. Ma sono iniziative che hanno il pregio di alzare il livello di confronto con le famiglie e i ragazzi.

In che cosa la Provincia dovrà adeguarsi alla legge nazionale 107 sulla cosiddetta “buona scuola”?

La grande differenza è sugli ambiti. La legge provinciale 5 del 2006 era molto innovativa e completa. Fatichiamo a trovare elementi forti di innovazione nella legge statale che si è posta l'obiettivo dello svuotamento delle graduatorie con il potenziamento degli organici. La novità è che il docente è assegnato non ad un istituto ma ad un ambito tematico, da cui il dirigente sceglie. Siamo d'accordo con gli organici potenziati, ma sempre riconoscendo la professionalità del docente: se insegno matematica dovrò fare matematica…

Ente pubblico e scuola paritaria: sistema trentino da rivedere?

Con le paritarie abbiamo rapporto di finanziamento a budget, come in qualsiasi servizio privato accreditato in sede pubblica. Importante è un sistema che fissa i livelli minimi di accreditamento e di controllo. Per il resto sono per la massima libertà di istruzione e di educazione.

Due anni di scuola ai vertici: la “lezione”?

La scuola dovrebbe parlare di più di apprendimenti, di modelli didattici, di contenuti trasmessi ai ragazzi mentre l'attenzione è spostata sul personale, sulle questioni contrattuali. Dobbiamo far emergere di più il docente come professionista fondamentale.

Donna al potere: eccezione che conferma la regola?

Le donne fanno ancora molta fatica. Io ho avuto la fortuna di non dover rinunciare a una famiglia e a dei figli, anche se è stato molto faticoso. Non è mai questione di quantità, ma di qualità del tempo dato a loro. Non è facile.

Il gettonatissimo Checco Zalone racconta al cinema il mito del posto fisso. Resiste in Provincia?

Resta. Ma se questo è un contributo ad aprire i nostri orizzonti, ben venga!

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