L’arcivescovo Tisi in visita al Centro fibrosi cistica del Trentino

Rovereto, mons Lauro Tisi visita il reparto di pediatria dell’ospedale Santa Maria del Carmine
Quest’estate aveva promesso una sua visita, e la scorsa settimana, giovedì 6 ottobre, è arrivato, direttamente con la sua auto. Monsignor Lauro Tisi, l’arcivescovo di Trento, ha fatto tappa al Centro fibrosi cistica del Trentino, all’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto, nel reparto di pediatria. L’unico punto di riferimento in provincia per chi soffre di questa malattia e che coinvolge circa una sessantina di pazienti.

“Questa struttura, composta di tre camere altamente protette e disinfettate da cima a fondo, è nata nel 2005. E si è scelto di situarla proprio a Rovereto, visto che il dottor Ermanno Baldo, primario di pediatria, è uno dei massimi esperti in materia”, spiega Angela Trenti, presidente della sezione regionale della Lega italiana per la fibrosi cistica, uno dei gruppi operativi che collabora da tempo con il dottor Baldo. “Nel corso degli anni diverse associazioni hanno contribuito a rendere il centro sempre più confortevole e all’avanguardia, grazie a nuovi macchinari e al finanziamento di tre borse di studio”.

Più che una visita ufficiale, quello con mons. Lauro è stato un incontro informale; l’arcivescovo ha potuto osservare da vicino la vita del reparto, è entrato nelle stanze dei piccoli pazienti ed ha ascoltato le storie dei medici e degli infermieri che qui lavorano da anni. E che di fatto sono diventati una grande famiglia, dove il rapporto tra malati e dipendenti dell’ospedale va oltre i rigidi canoni imposti da alcune correnti della medicina più classica.

“Se ti limiti a curare, una persona può vincere o perdere”, ha detto la caposala Lia Gobbi. “Ma se di quella persona ti prendi cura vinci comunque. Sempre più nel nostro lavoro c’è una parte di competenza tecnica, ma deve esserci soprattutto umanità”. E proprio per capire che cosa significa avere a che fare con persone che a volte perdono o vincono, l’arcivescovo, durante la sua visita, ha lanciato una proposta. “Vorrei proporre ai ragazzi che dopo la Cresima cercano qualche esperienza nel mondo del volontariato di venire qui, di offrire il loro tempo per i loro coetanei o i bambini che sono qui dentro”, ha detto don Lauro, che è stato accompagnato per tutta la struttura dal dottor Baldo e per un tratto anche dal direttore sanitario Luca Fabbri. “Ogni volta che entro in un ospedale imparo sempre qualcosa È una lezione di vita e umanità. Non dobbiamo vivere attorcigliati a noi stessi. Questa per me è l’essenza della fede. Mi piacerebbe – ha concluso – che questa mia visita non rimanesse soltanto un passaggio in questo reparto”.

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