“Abbiamo imparato a chiederci perdono”

Mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, ha guidato il convegno come presidente della Commissione Cei per ecumenismo e dialogo religioso, accogliendo nell'ultimo giorno il richiamo all'unità di Papa Francesco in un'intervista ad Avvenire: “Il Papa ci invita a non sottovalutare il fatto che siamo divisi, ma nello stesso tempo ad avviare e sostenere tutti i cammini che vanno nella direzione di costruire l'unità, perché quanto ci unisce è molto più di quanto ci divide”. Spreafico sottolinea l’ecumenismo dei martiri e ribadisce il rapporto tra testimonianza comune e confronto teologico: “Il primo problema non è la teologia – riflette il vescovo – ma porre gesti e parole che rendano possibile una vicinanza e una comprensione delle ferite che la storia ha provocato. Anche chiedendosi perdono come avvenuto a Lund: Francesco è in questo un missionario dell’unità”.

Nella sua relazione mons. Spreafico era stato chiamato a riflettere sul rapporto con i fratelli ebrei. A partire dalle accuse di “deicidio”, ha ripercorso la responsabilità cattolica e la sua lenta consapevolezza, raccomandando un impegno educativo in questo ambito anche nei gruppi di catechesi. Anche la voce protestante, Daniele Garrone, docente valdese a Roma, ha concordato che ci vuole un sincero perdono per gli atteggiamenti di antigiudaismo del passato: “sia cattolici che protestanti devono essere uniti in questo perdono”.

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