Aloch, 8 milioni per lo skistadium

La stagione sciistica appena conclusa segna una leggera flessione. È la prima dove l’innevamento delle piste è stato affrontato unicamente con la tecnologia

La stagione sciistica appena conclusa segna in Valle di Fassa una leggera flessione. I passaggi sono calati del 2,7 per cento, i primi ingressi del 5 per cento e le giornate sciistiche vendute segnano un arretramento del 3 per cento.

“Siamo comunque soddisfatti dell’andamento stagionale”, spiega Daniele Dezulian presidente del consorzio Val di Fassa e Carezza, un sodalizio che raduna le società fassane e altoatesine, dalla Marmolada a Nova Levante. “Il confronto infatti lo abbiamo fatto con la stagione, 2015/2016 periodo davvero eccezionale per lo sci, considerando poi la Pasqua 'alta' di quest’anno rispetto alla precedente avvenuta nel mese di marzo quando tutte le piste erano ancora aperte. Per completare la riflessione ricordo che l’inverno 2016 /2017 è il primo dove l’innevamento delle piste è stato affrontato unicamente con la tecnologia. Le precipitazioni nevose sono state poco significative e abbiamo reso sciabile l’intero anello del Sella Ronda, il circuito delle quattro valli ladine, già a partire dal 3 dicembre grazie ai cannoni della neve”.

Non è stato ancora conteggiato il costo dell’energia, dei macchinari e delle persone che hanno dovuto seguire il processo di innevamento ma certamente i bilanci delle società impiantistiche dovranno per il futuro tenere conto che sempre più frequentemente la sciabilità dovrà essere affidata alla potenza dei cannoni.

Nel panorama impiantistico ora si guarda al rinnovo dello skistadium di Aloch, di proprietà della società Buffaure localizzato a Pozza di Fassa. Si tratta di un impianto di valenza sportivo – agonistica e non turistica essendo scollegato dagli altri circuiti. Dopo aver cercato un suo rilancio con una illuminazione notturna la Buffaure ha gettato la spugna dopo aver ripianato per quasi vent’anni il passivo. La stagione invernale 2016/2017 è stata salvata dall’intervento del Consorzio Impianti a Fune Val di Fassa e Carezza con un contributo a fondo perduto di circa 130 mila euro.

Ora si scommette ancora sullo sviluppo di Aloch con una serie di lavori per rendere la pista un punto di riferimento per le competizioni internazionali. Uno studio di fattibilità prevede una nuova seggiovia quadriposto ad attacchi fissi per un costo complessivo presunto di 3 milioni e 756 mila euro, nonché la realizzazione della nuova pista da discesa con prolungamento dell’impianto di illuminazione e revisione – ampliamento dell’impianto di innevamento, per un costo complessivo presunto di 4 milioni e 441 mila euro.

Serviranno quindi poco più di 8 milioni per rinnovare la struttura con la speranza che l’investimento risulti poi efficace. La Provincia, tramite due lettere del presidente Rossi e dell’assessore competente Mellarini ha espresso l’interesse a rilanciare l’opera. Nel lavoro di gruppo in cui sono intervenuti operatori turistici e semplici cittadini il rilancio della pista di Aloch è stato il progetto più gettonato. Ora il sindaco di Pozza Giulio Florian spera che Provincia e Comuni di Fassa passino dalle parole ai fatti per dare il via al progetto.

“Su questa pista – spiega il consigliere ladino Giuseppe Detomas – sono cresciuti gli sciatori che hanno gareggiato e gareggiano anche oggi in Coppa del Mondo promuovendo in prima persona il nome della Valle di Fassa e del Trentino. Ricordo Angelo Weiss, Christian Deville, Chiara Costazza, Stefano Gross e ora anche Federico Liberatore. Sono convinto pertanto che gli investimenti annunciati in favore di questo impianto sportivo sono risorse ben spese, sia per l’impianto stesso che per le potenzialità che esso può esprimere in favore dei nostri atleti di oggi e di domani”.

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