Un Montalbano in salsa ateniese

Un Montalbano in salsa ateniese. Che si interessa, fino ad appassionarsi dell’economia greca. Del suo sfacelo. Delle ricadute sociali enormi e devastanti che in questi anni si sono riverberate direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini dell’Ellade. Il commissario Kostas Karitos deve indagare su alcuni omicidi eccellenti in una Grecia completamente e inopinatamente cambiata. Fuoriuscita da una crisi ultradecennale sperimenta un insperato “miracolo economico”. Al governo, non più vecchi millantatori, marpioni della peggiore risma, ma – incredibile a dirsi – un esecutivo composto da giovani onesti e disinteressati al proprio tornaconto. La politica come perseguimento del bene comune, messi in un angolo corruttele e interessi personali e di categoria.

E’ un periodare disincantato quello di Petros Markaris (Il prezzo dei soldi, ed. La nave di Teseo, pag. 326, 19 euro; altri suoi titoli: L’esattore, Resa dei conti, Si è suicidato il Che, Titoli di coda). In filigrana si leggono gli eventi che hanno portato alla gravissima crisi economica del paese ellenico.

I brogli del governo dell’epoca (non un secolo fa, solo qualche anno) che aveva truccato i conti e i bilanci dello Stato con deliberato dolo; la politica economica dissennata imposta non tanto ai governi ma ai cittadini (un macigno per i governati, lacrime da coccodrillo per i governanti).

Sembra incredibile che la troika (Commissione europea, Fondo monetario e Banca centrale) sia stata capace di imporre un piano economico-sociale fatto di continui sacrifici per gli strati sociali più deboli e per la classe media con una cura da cavallo che ha fatto stramazzare il cavallo.

Sono convinto che un gruppo di casalinghe dotate di buon senso, come sono dotate più di tanti sapientoni, avrebbe saputo comporre un piano di fuoriuscita dalla recessione con più chance di successo di quello forgiato con i piedi dalla troika. Pardon: non coi i piedi ma con lucidità luciferina: fare gli interessi delle banche e dei potentati economici in primis, il popolo bue ne paghi le spese.

Da riderci sopra, se non fosse per le morti premature ed ingiuste, per le malattie non guarite per mancanza di medicinali e cure adeguate, per uno stato di welfare già mortificato e oggi ridotto al lumicino. Nuovi diseredati creati in nome del liberismo selvaggio, buste paga al lumicino, pensioni da fame, giovani senza prospettive. Bel disastro.

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