Festa dell’Uva, la tradizione guarda al futuro

La valle di Cembra e l’ Avisio
È di nuovo il tempo della Festa dell’Uva di Verla di Giovo: tre giorni, da venerdì 22 a domenica 24 settembre, durante i quali la comunità si incontra e apre le porte ai numerosissimi ospiti che accorrono per festeggiare la fine del lavoro nei campi e della vendemmia, nonché per ammirare i tipici terrazzamenti vitati della valle che corrono lungo quasi 800 chilometri di muretti a secco, recentemente riconosciuti “paesaggio storico d’Italia”.Grande omaggio ai contadini che eroicamente coltivano la terra e tutelano il territorio, tra enogastronomia, spettacoli, eventi culturali, grandi appuntamenti sportivi la Festa dell’Uva – come ricorda Cesare Pellegrini, presidente del comitato organizzatore – è una delle manifestazioni più longeve del territorio. Nata nel lontano 1958, festeggia quest’anno la sua sessantesima edizione. Un traguardo possibile grazie al fondamentale sostegno delle istituzioni e delle associazioni del territorio, alla disponibilità e all’entusiasmo dei cittadini, che mettono a disposizione i loro spazi per l’organizzazione delle diverse iniziative, e al prezioso aiuto degli oltre 400 volontari coinvolti.Nel corso della festa, le diverse iniziative finalizzate ad esplorare i borghi arroccati della zona e i vitigni che ne costituiscono l’affascinante cornice (programma completo sul sito www.festadelluva.tn.it), culmineranno con la tradizionale sfilata dei carri allegorici, in programma sempre domenica alle 14.30, con la quale, da 60 anni, la Festa dell’Uva rende onore al tema del vino e della vendemmia. Un momento di festa che riunisce intorno alle vie del centro, tutti gli abitanti e i visitatori, pronti ad ammirare le creazioni che, per un anno, hanno occupato i gruppi di volontari che si sono cimentati nella loro realizzazione.

Nell’anno 1958 il maestro Tommaso Pellegrini, presidente della Pro Loco e il medico condotto Giovanni Todaro, per animare il paese di Verla e intrattenere i turisti che soggiornavano all’albergo Concordia, ebbero l’idea di organizzare una Festa dell’Uva. La proposta fu presentata alla comunità il 15 agosto 1958 e il 14 settembre dello stesso anno, decollò la prima edizione. L’evento, successivamente, si è ripetuto regolarmente a cadenza annuale, senza interruzioni ,sempre verso la fine di settembre. La sfilata dei carri allegorici non è mai stata rinviata o sospesa.

“Ogni presidente e ogni comitato della Pro Loco hanno dato la loro impronta alla manifestazione”, spiega Mariapia Dall’Agnol, responsabile dell’Ufficio di Cembra, dell’Apt Pinè Cembra. “In particolare – continua – Cesare Pellegrini, presidente in carica, ha il pregio di essere riuscito ad allargare sempre più la platea dei collaboratori volontari a tutto il territorio comunale”.

Appena nata e fino agli anni settanta la manifestazione era una festa paesana, sostenuta per lo più dal volontariato; in seguito fu sponsorizzata da enti pubblici – Comune e Provincia – e privati. “Dal 1958 ad oggi c’è stata una continua evoluzione sotto vari punti di vista, ma è rimasto fisso il riferimento al nostro territorio e alla nostra agricoltura, in particolare alla coltivazione della vite”.

La festa si è continuamente evoluta anche dal punto di vista culturale; vengono allestite mostre di pittura, di fotografia, di artigianato, si propongono spettacoli, concorsi letterari; c’è anche grande attenzione allo sport, inteso come vacanza attiva.

“Pur rimanendo ancorati ai valori e alle tradizioni del passato, siamo proiettati verso il futuro”, evidenzia Cesare Pellegrini. L’obiettivo principale dell’evento, continua, non è quello di fare promozione turistica o del territorio. “Nessuno si mette in gioco esclusivamente per creare un prodotto turistico, anche se poi lo diventerà; lo scopo principale dei giovani – precisa il presidente – rimane ancora quello di trovarsi, di aggregarsi, di condividere, di progettare qualcosa di bello insieme”.

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