Il riuso? Si impara facendo

Una “seconda vita”, per gli oggetti, è possibile. Spetta a noi, però, il compito di darglielaUna seconda vita, per gli oggetti, è possibile. Spetta a noi, però, il compito di dargliela. È questo il messaggio della nona edizione della SERR, la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, che, dal 18 al 26 novembre, vuole sensibilizzare i cittadini al tema dell’impatto della produzione di rifiuti sull’ambiente, invitando al riciclo degli oggetti. L’Italia è al primo posto per le azioni che, in questa settimana, gli sono dedicate.Anche a Caldonazzo, domenica scorsa, il Palazzetto dello Sport è stato animato per tutto il pomeriggio da una rete di associazioni che, coordinate dall’ “Ortazzo”, hanno invitato a riflettere su questo tema attraverso dei laboratori. Si trattava della terza edizione di “(S)cambiamo il mondo – Un pomeriggio all’insegna dello scambio e del riuso”.Per gli amanti dei libri, l’idea di un “BookCrossing”, uno scambio di libri, preparato dall’associazione “PerGnént” di Vigolo Vattaro, che promuove il riuso e vuole staccarsi dalla logica del denaro, come spiega Elisabetta Gremes. “PerGnént” ha anche proposto un laboratorio in collaborazione con Medici con l’Africa CUAMM del Trentino, “Uncinetto solidale”, che ha visto la realizzazione di berretti e sciarpe per i bambini dei Paesi in cui il CUAMM opera.

Il messaggio lanciato nel corso del pomeriggio è che il riuso s’impara facendo. Lo spiega Elena Povoli di H2O+, associazione che come compito si è data quello di portare le tematiche ambientali nelle scuole e che, assieme al Gruppo Famiglie Valsugana coordinato da Cristina Violi, ha organizzato un laboratorio per la creazione di portacandele con oggetti riciclati. Elena ha una formazione umanistica, ma è da sempre interessata alla tematica dell’ambiente che, come sostiene, “dev’essere trasversale”.

Il riuso può infatti sembrare un tema a noi lontano, ma non lo è. Bisogna solo renderlo più vicino all’esperienza quotidiana, come suggerisce Vittorio Napoli di “Eduambiente” che, da anni, muovendosi con la sua bicicletta, porta nelle scuole e nelle università della terza età la sua passione per la fisica. Anche domenica, attraverso del materiale semplice, che ognuno di noi può trovare in casa, riesce a coinvolgere le persone con dei piccoli esperimenti e giochi che hanno come tema principale quello dell’energia.

Lavorare con gli oggetti è anche un modo per riscoprire quella manualità che, nel tempo, si è persa. Sandra Toro, dell’associazione “El costurero”, dedica il pomeriggio ad una consulenza “re-fashion”, cercando di riaggiustare, con ago, filo ed altri piccoli accorgimenti, capi usati.

È il tempo stesso, forse, a poter essere scambiato. Lo simboleggia lo stand di Banca del Tempo Etico che, nata ad inizio anno e rappresentata domenica da Deborah, Federico e Rosa, ha come scopo quello di fare rete. I suoi soci – una cinquantina per il momento, nelle sedi di Trento, Pergine e Caldonazzo – sono infatti tenuti a donare parte del proprio tempo per attività utili alla comunità.

La giornata è stata dedicata a grandi e piccoli. È stato infatti organizzato anche uno scambio di giochi, anche grazie alla disponibilità del Gruppo Scout CNGEI di Calceranica, rappresentato domenica da Elisa Furlani, e il Museo degli Strumenti Popolari di Roncegno Terme ha allestito un laboratorio per i più piccoli per la costruzione di strumenti musicali.

“Airone: storie di origami dal Vietnam” è invece il titolo del laboratorio per bambini proposto da Beatrice Valline e Patricia Drăgan del GTV, Gruppo Trentino di Volontariato. Un momento in cui il tema del riuso ha rappresentato un’occasione per riflettere sulla tematica dell’adozione a distanza.

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