Popolazioni in cammino

“Altissimo” il rifugio a 2000 metri, proprio sopra e il lago di Garda, e altissima la giornata di sabato 16 giugno in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, per il valore dell’amicizia che come una corrente positiva ha diffuso propria energia tra tutti i partecipanti. Erano tanti, arrivati anche da Padova e da Vicenza, e c’erano anche Atas, Fondazione Comunita Solidale, Cinformi e Centro Astalli di Trento.

Salendo senza fretta verso il rifugio, dopo una breve presentazione della giornata da parte dei responsabili delle comunità di accoglienza e di Claudio Bassetti, già presidente Sat, la Società degli Alpinisti Tridentini, è stato possibile lo scambio di conoscenze e di esperienze, in un contesto amichevole che predisponeva all’ascolto e all’incontro.

Dopo il pranzo, si è gustata la profonda digressione storica di Quinto Antonelli sui profughi trentini della prima guerra mondiale e su quelli italiani ed europei in un secolo, il Novecento, denso di guerre, deportazioni, spostamenti degli abitanti delle terre di confine. Il racconto ha lasciato le 150 persone, tra rifugiati, volontari, accompagnatori, satini ed escursionisti, sedute ad ascoltare per più di un’ora, in silenzio.

“La montagna è paradigma di una vita che impone delle scelte – ha sottolineato Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli di Trento -. Devi alzarti e prendere in mano il tuo destino, devi salire per guardare lontano, in un mondo senza più confini. Dietro le pareti del nostro piccolo mondo c’è una umanità che non si arresta, spinta da quella forza che rende l’uomo più grande di ogni altra creatura: la speranza”.

In mezzo ai segni della Grande Guerra, tutt’intorno al rifugio, sono risuonate le parole di Claudio Bassetti, che con il Centro Astalli aveva pensato questa iniziativa da presidente della Sat, come un monito: “Quando arrivi al rifugio nessuno ti chiede da dove vieni, ma se hai sete, se hai fame, se vuoi dormire e dove vorrai andare, per poterti aiutare in caso di necessità”, ha rimarcato. “Questo è lo spirito dei rifugi Sat e con questo stesso spirito l’associazione orienta il proprio operato all’insegna della solidarietà, dell’ascolto, di una umanità viva soltanto se inclusiva”. Nel portare i saluti della presidente Anna Facchini, Bassetti ha ricordato che solo la memoria ci può salvare da derive autoritarie. Perché “un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”. E alla memoria, quella più recente relativa alla nascita e alla caduta del Muro di Berlino, si sono richiamati nella loro coinvolgente performance teatrale Marco Cortesi e Mara Moschini della Compagnia Teatro Civile.

Importanti anche le parole del sindaco di Brentonico, Christian Perenzoni (“Iniziative come questa ci danno la forza per portare avanti il principio imprescindibile della solidarietà, che oggi non è più un messaggio scontato”. Roberto Calliari, assessore del comune di Mori, ha salutato a nome del sindaco Stefano Barozzi il coloratissimo popolo del rifugio Altissimo, dalle provenienze più diverse: Africa, Argentina, Colombia, Brasile, Indonesia…

Con il rientro a valle, si apre ora un nuovo cammino, nella fatica del quotidiano, ricaricati però da un’energia nuova.

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