Dov’era la Chiesa al Festival

Sono utili le provocazioni che ogni sabato sul quotidiano Trentino il giornalista Danilo Fenner, con sagacia e mordente, ci offre da vero laico – nel senso di appartenente al “laos”, al popolo di Dio – dando prova di una presenza necessaria, anzi a mio avviso indispensabile, di cattolici sulla stampa laica (così come nella scuola: quella cattolica e quella con i cattolici).

Fenner, nel suo editoriale del primo giugno dal titolo “Se la Chiesa rinuncia alla profezia”, rileva un aspetto assai interessante: l’assenza della Chiesa dai grandi e recenti convegni svoltisi a Trento come il Film Festival della montagna e quello dell’Economia. Ha ragione! Io stesso quando ero a Roma mi meravigliavo della quasi totale assenza del clero dalle manifestazioni e dagli eventi musicali, culturali e scientifici numerosi nella città eterna. Preti e Vescovi presenti solo alle loro iniziative anche culturali di Chiesa, ma non a quelle sociali e civili. Guardavo con interesse a Trento con le sue iniziative e appuntamenti come i festival e tante altre come quella tipicamente di stile cristiano (anche se non confessionale) “Fa’ la cosa giusta”. E mi dicevo come è ricca di iniziative la città.

Ora che sono qui dico… fin troppe di tutti i tipi ed è difficile parteciparvi. Ma mi domando ancora perché noi preti siamo assenti normalmente da queste iniziative. Siamo troppo chiusi nel nostro mondo ecclesiale, nelle nostre faccende importanti ma non uniche? Forse anche qui Papa Francesco ci provoca ad essere Chiesa in uscita. Non per fare proposte alternative o parallele. Avevamo una presenza fedelissima ad ogni iniziativa (non solo a Trento ma in tutta Italia): quella di don Celestino Tomasi! Ma ora l’età e gli acciacchi hanno fermato anche lui (auguri, don Celestino!). Anche come direttore di un istituto teologico in Seminario mi interrogo spesso sul perché di questa estraneità del clero agli eventi culturali in genere.

Ma vorrei anche dire un’altra cosa a Danilo Fenner e ai suoi lettori: la Chiesa c’era a quegli eventi! La Chiesa, i cristiani c’erano anche ai vari festival, perché la Chiesa (e in questo sbagliamo spesso come giornalisti) non è il Papa, i preti o i Vescovi, ma tutto il popolo di Dio e allora veramente non si può più parlare di Chiesa assente! Anzi di Chiesa presentissima in tanti suoi esponenti che da cristiani, da cattolici partecipano come relatori o cronisti o spettatori, come protagonisti, senza esibire distintivi speciali! Penso anche al mondo universitario, giustamente “laico”, ma ricco anche a Trento di una presenza cristiana sia tra i docenti e gli studenti.

Può anche essere che da parte di qualcuno non si voglia deliberatamente vedere segni di Chiesa o pensiero cristiano nelle cose “pubbliche e laiche”. La Chiesa ha già i suoi spazi e le sue proposte. Proprio san Giovanni Paolo II che ho conosciuto da vicino alternava le due modalità: le iniziative proprie della Chiesa (dobbiamo far vedere che ci siamo!) e la presenza se richiesta e comunque l’attenzione a quanto avviene nel mondo, perché tutto quello che è genuinamente umano non è mai estraneo alla Chiesa (cfr Gaudium et spes 1).

Ognuno di noi deve sentirsi dunque presenza di Chiesa in tante situazioni e proposte che ogni giorno segnano la nostra vita e la nostra storia. Questo è il modo più bello per rendere un servizio autentico alla profezia nella e della Chiesa. Grazie.

Don Giulio Viviani

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