Scout CNGEI, 100 anni e non sentirli!

È stata inaugurata martedì 18 giugno, negli ambienti dell’Urban Center, la mostra fotografica per il centenario della sezione scout CNGEI locale. L’esposizione, che rimarrà aperta fino al 29 giugno, è il risultato di un lavoro di ricerca durato più di due anni.

“Abbiamo cento anni, ma non li sentiamo”, ha scherzato Michele Bisinelli, presidente della sezione di Rovereto. “Sarebbe stato più facile scrivere un libro, ma per raccontarci abbiamo pensato le immagini portino maggior testimonianza”, ha spiegato ancora.

Sono stati così allestiti diversi tabelloni, sui quali si possono osservare istantanee che raccontano le attività e l’impegno scout roveretano. Alcune, in bianco e nero o dai colori sbiaditi, ne portano indelebile conferma. “In questi cento anni abbiamo cercato di formare bravi cittadini, prima che bravi scout. E questo impegno lo vogliamo certamente rinnovare anche per i prossimi 100 anni”, ha sottolineato Enrico Corradini, presidente nazionale dei CNGEI, che immaginando il futuro con tipico ottimismo scout ha dichiarato di essere “paradossalmente positivo in vista degli anni che verranno, perché noi trasmettiamo valori sani, buoni principi e capacità di spendersi socialmente e civilmente, con solidarietà e rispetto, caratterizzandoci per la nostra laicità nel suo senso più ampio”.

L’inaugurazione è stato un momento sentito e partecipato, al quale non hanno voluto mancare neanche alcune delle autorità cittadine, proprio in riconoscenza della preziosa attività che la sezione svolge da anni sul territorio: “voi sapete coniugare saper fare con saper essere”, ha sottolineato il sindaco Francesco Valduga. In effetti, la sezione CNGEI roveretana ha saputo mettersi, negli anni, in prima fila non solo per i bisogni sociali del territorio, ma anche dell’intero scoutismo nazionale. “Impossibile non ricordare la nonna Antonietta Giacomelli, che proprio operando in questa sezione ha fondato lo scoutismo femminile”, ha continuato affettuosamente Corradini. Il vice sindaco Azzolini, allacciandosi a queste parole, ha voluto evidenziare come “lo scoutismo, parlando di popolo, permette di esperire una vera e propria integrazione intergenerazionale, riuscendo così a comunicare senso e bellezza”.

Un ultimo messaggio è stato quindi rivolto ai giovani, in particolare ai piccoli lupetti presenti, ai quali Corradini ha voluto ricordare l’importanza di spendersi per gli altri: “Se noi oggi siamo qua – ha spiegato loro – è perchè qualcuno ci ha messo dell’impegno, e voi dovete essere orgogliosi di questo e prenderne esempio”.

E così, concludendo, il sindaco Valduga, che ha ricordato con un sorriso i suoi trascorsi con fazzolettone e braghette corte, ha voluto ribadire l’impegno suo e dell’intera giunta a sostegno delle attività scout, invitando i presenti ad “essere contagiosi nel trasmettere la gioia e la passione dell’impegno gratuito!”.

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